La disconnessione digitale non basta (forse) più. La nuova frontiera del benessere – nella vita quotidiana, così come in vacanza – sembra essere il silenzio.
Via dai rumori di fondo, della metropoli così come del chiacchiericcio social, sembra essere la nuova tendenza in voga, in vari ambiti. Si è cominciato con le silent disco, in cui si balla in cuffia, e ora la novità che arriva, manco a dirlo, da Oltreoceano, è il silent book party, in cui ci si ritrova insieme per leggere, in silenzio naturalmente.
E il mondo dei viaggi non si lascia scappare l’occasione di promuovere vacanze nella quiete. Lo fa per esempio la Catalogna, che invita alla scoperta dei suoi borghi silenziosi.
A che cosa serve il silenzio? Secondo l’Accademia del Silenzio fondata ad Anghiari, in Toscana, da Duccio Demetrio e Nicoletta Polla-Mattiot, è la culla e la cura delle emozioni. Non c’è da stupirsi, dunque, se il silent travel è un trend di viaggio sempre più in crescita, anche e soprattutto tra i giovani nativi digitali in cerca di disconnessione. Meno rumore e più stupore, è questa la ricetta giusta per ritrovare un ritmo di vita sano e trasformare ogni vacanza, breve o lunga che sia, in una sinfonia di piacere.
Abbarbicati sulle cime dei Pirenei, sdraiati accanto ai vulcani della Garrotxa o nascosti dentro alla selvaggia Valle di Boí, la Catalogna possiede tanti minuscoli villaggi dove fare pratica dello stile di viaggio silenzioso. Ovviamente senza poi rinunciare al piacere di raccontarlo agli amici. Ma per una volta, solo al rientro a casa.
A due passi da Barcellona
poco più di un’ora di auto dalla capitale catalana esistono paesini dove per la maggior parte dell’anno ci si ritrova a camminare da soli tra stradine e vie medievali. Come a Mura, il villaggio nel Parco naturale di Sant Llorenç del Munt i l’Obac, che catapulta indietro nel tempo tra le sue case scavate nella pietra, i vecchi mulini, le fontane e il sapore delle ricette semplici come il pa amb tomàquet, una specialità locale a base di pane strofinato con pomodori maturi, sale e olio d’oliva. Di una storia millenaria racconta anche il paese di Rupit i Pruït, a 100 km da Barcellona, famoso per il suo spettacolare e fotogenico ponte in legno sul torrente Riera de Rupit e il vicino Salt de Sallent che, con i suoi 115 metri, è la cascata più alta della Catalogna. Qui, l’inquinamento luminoso è quasi assente e in particolare sulla collina che ospita la cappella dell’Ermita de Santa Magdalena, il cielo stellato invita a contemplare.
Nella Valle di Boí
Sant Feliu de Barruera, Sant Joan de Boí, Santa Maria de Taüll, Sant Climent de Taüll, Nativitat de Durro, Santa Eulàlia d’Erill-la-Vall, l’Assumpció de Santa Maria de Coll, Santa Maria de Cardet e l’eremo di Sant Quirc de Durro. Ogni villaggio, una chiesa. La Valle di Boí, nella comarca dell’Alta Ribagorça 120 km a nord di Lleida, ha la più grande concentrazione di arte romanica in Europa. Qui, tra l’XI e il XII secolo, i signori di Erill fecero costruire le chiese in stile romanico lombardo che per la loro straordinaria bellezza architettonica e pittorica, dal 2000 fanno parte dei Patrimoni dell’Umanità Unesco. Se per vedere gli affreschi originali ci si sposta al Museo Nazionale di Arte della Catalunya di Barcellona, Taüll e gli altri borghi della Valle di Boí sono il punto di partenza per sperimentare il silenzio mistico delle montagne con i trekking nel Parco Nazionale Aigüestortes i Estany de Sant Maurici o nelle acque termali di Caldes de Boí.
Ai piedi dei Pirenei
Vall Fosca ovvero la Valle Oscura. Forse non è il luogo più conosciuto della Catalogna ma proprio per questo è quello più adatto ad organizzare un inedito “viaggio silenzioso” tra i suoi 19 villaggi allineati lungo il corso del fiume Flamisell. All’ombra del Parco Nazionale Aigüestortes i Estany de Sant Maurici conosciuto per i suoi numerosi laghi, dalla porta della valle (il borgo di La Pobleta de Bellveí) fino al paesino più in “quota” (Capdella), ci sono decine di miradores dai quali ammirare il paesaggio d’alta montagna e altrettanti sentieri che invitano a camminare, mettendosi in ascolto dei suoni della natura. Sempre nei Pirenei, nella comarca di Alt Urgell ai piedi della Serra del Cadí, il minuscolo villaggio di Arsèguel d’estate si trasforma nella capitale dei fisarmonicisti ospitando la Trobada d’Acordionistes del Pirineu, il più grande raduno d’Europa. Qui, alla fisarmonica è dedicato anche un museo, il Museu de l’Acordió, da vedere quando il silenzio vuole diventare musica.
Tra i crateri della Garrotxa
Fuori il silenzio e dentro il fuoco. Anche se l’ultima eruzione risale a quasi 12.000 anni fa, l’energia che si percepisce esplorando in auto, a piedi, in mountain bike o da una mongolfiera il Parc Natural de la Zona Volcànica de la Garrotxa (la più ampia e meglio conservata zona vulcanica della penisola iberica) oggi è ancora tangibile. Con il castello medievale e le stradine punteggiate di opere d’arte contemporanea, il paesino di Santa Pau è la tappa più “invitante” dell’area. Da qui, ecco i piccoli borghi di pietra di Besalú, con l’antico quartiere ebraico, Castellfollit de la Roca, arroccato sulla cima di un’altissima parete basaltica a strapiombo e Sant Joan les Fonts, da dove si dipartono facili sentieri per ammirare da vicino le colate laviche antiche 600.000 anni.
Il top del Priorat
Leggi Priorat e pensi subito ai vini di questa comarca nella provincia di Tarragona. L’unica zona a denominazione di origine controllata della Catalunya si presta a un viaggio contemplativo tra le colline, le cantine e i suoi villaggi. Gratallops è immerso tra le vigne dove, oltre ai filari, abbondano anche gli ulivi, le mandorle, i fichi. Morera de Montsant è la via d’accesso preferita dagli escursionisti alla Serra Major de Montsant, il massiccio simbolo del Priorat che prima di dare benvenuto ai trekker, per millenni ha accolto gli eremiti in cerca di silenzio assoluto e isolamento. E poi c’è Siurana, che attira gli appassionati dell’arrampicata di tutto il mondo.