Pioniere dei diritti civili, grandi mecenati, figure politiche di spicco, cultrici dell’arte e della letteratura: nel corso della storia sono state tante le donne che hanno avuto un ruolo fondamentale, in Italia come all’estero.
Molte sono diventate celebri, altre sono rimaste loro malgrado nell’ombra, Non sempre il loro valore e il loro contributo sono stati riconosciuti. E allora l’8 marzo, Giornata internazionale della Donna, può diventare l’occasione ideale per riscoprirne le storie, calcarne le orme, andando a visitare i luoghi che le hanno viste protagoniste, e anche scoprendo musei e opere d’arte che le ricordano.
Le madri delle arti (e della Repubblica)
A Palazzo Madama va in scena la mostra “Il volto delle donne. 80 anni di Repubblica: storie di ingegno, dalle grandi artiste alle Madri Costituenti”, promossa da ministero della Cultura e Senato.
La mostra celebra il contributo femminile alla storia artistica e civile del Paese, mettendo in dialogo nove grandi artiste – tra cui Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana e Rosalba Carriera – con le ventuno Madri Costituenti, protagoniste della stesura della Costituzione nel 1946.
Il racconto attraversa cinque secoli di storia, dal Quattrocento all’Ottocento, per illustrare il talento e la determinazione di queste artiste che furono in grado di affermarsi in un mondo dominato dagli uomini, ed arriva a ricordare le figure femminili che parteciparono alla nascita della Repubblica.
L’esposizione è organizzata dai Musei Nazionali di Perugia e si inserisce nel calendario degli 80 anni della Repubblica Italiana. Si può visitare dalle ore 10.00 alle ore 20.00 nei giorni: 6-7-8-9 marzo, 25-26 aprile, 1-2-3 maggio, 9-10 maggio, 30 maggio, 1-2 giugno, 6-7 giugno.
Matilde di Canossa e le altre
Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, i musei e i monumenti statali in Emilia-Romagna, dalla Pinacoteca di Bologna al Fellini Museum di Rimini, passando per il Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna e Palazzo Milzetti a Faenza, offrono l’ingresso gratuito a tutte le donne.
Ma è anche l’occasione per un viaggio nelle città d’arte dell’Emilia-Romagna alla scoperta della storia personale, artistica e culturale delle figure femminili che hanno scelto nei secoli di imporsi in un mondo maschile: Maria Luigia d’Austria, Matilde di Canossa, Maria Beatrice d’Este, Lucrezia Borgia, Caterina Sforza, Galla Placidia, Francesca da Rimini, oltre alle artiste bolognesi Properzia de’ Rossi ed Elisabetta Sirani.
Maria Luigia d’Austria (Vienna 1791, Parma 1847) fu duchessa di Parma e Piacenza. Vedova di Napoleone Bonaparte, è passata alla storia come la “Buona Duchessa”, ricordata per l’eleganza, il mecenatismo artistico e le riforme sociali e infrastrutturali del suo Ducato. Il suo “Ritratto” a firma del pittore Giovan Battista Borghesi, eseguito attorno al 1837, è conservato presso la Galleria Nazionale di Parma, un buon motivo per visitare la collezione.
Una delle figure storiche più importanti del Medioevo, la Grancontessa Matilde di Canossa (Mantova, 1046, Bondeno di Roncore, 1115) svolse un ruolo chiave nella politica europea del tempo. La sua eredità si può esplorare alle pendici dell’Appennino reggiano, costellato di castelli medievali dai quali la signora regnava. Tra tutti il Castello di Canossa (Reggio Emilia), luogo storico legato alla sua vita, dove domenica 8 marzo si possono vivere esperienze come yoga e meditazione “ai piedi” del Castello.
La duchessa Maria Beatrice d’Este (Modena, 5 ottobre 1658 – Saint-Germain-en-Laye, 7 maggio 1718) detta Mary of Modena, successivamente Regina d’Inghilterra, Scozia e Irlanda come moglie di Giacomo II Stuart (unico caso di un’italiana sul trono inglese) è una delle figure più ritratte nel XVII secolo. Per immergersi nella storia di questa importante figura il Comune di Modena ha realizzato un Archivio storico dedicato.
Bologna celebra Properzia de’ Rossi (Bologna, 1490 circa–1530) prima scultrice della storia, custodendo le sue opere nella Basilica di San Petronio, al Museo Civico Medievale e a Palazzo Bolognini. È documentata la sua partecipazione ai lavori di San Petronio (https://www.basilicadisanpetronio.org/). Accanto a lei da scoprire è l’opera di Elisabetta Sirani (Bologna, 1638–1665) una delle figure artistiche più innovative e influenti del Barocco bolognese, morta prematuramente a 27 anni. Ritenuta “il miglior pennello di Bologna”, nel 1660 fu ammessa all’Accademia di San Luca come professore e gestì la scuola d’arte per sole donne, la prima in Europa.
Lucrezia Borgia (1480-1519) duchessa di Ferrara accanto al marito Alfonso d’Este, fu mecenate delle arti e sostenitrice di scrittori come Ludovico Ariosto e Pietro Bembo. Trasformò la Corte Estense in una delle più raffinate d’Italia. Le gesta di questa famosa protagonista della storia si possono rivivere tra gli affreschi del Castello Estense, dove visse, visitando gli spazi di Palazzo Schifanoia, che custodisce il medagliere con il ritratto della duchessa, o la sua tomba nel Monastero del Corpus Domini.
Caterina Sforza (Milano 1463, Firenze 1509), nota come la “Tigre” o anche la “Leonessa” di Romagna, fu la nobildonna che governò il territorio di Forlì e dintorni con carattere e determinazione. Il ritratto più noto di Caterina Sforza, attribuito a Lorenzo di Credi, noto come “Dama del Gelsomino” è conservato all’interno del complesso del Museo Civico di San Domenico, ad ingresso gratuito per l’occasione. Da non perdere, con la prima aria primaverile, anche una visita alla Rocca di Caterina Sforza (nota come Rocca di Ravaldino), recentemente restaurata.
Galla Placidia (Costantinopoli, 388/392 – Roma, 450) fu una delle figure femminili più potenti dell’Impero Romano d’Occidente e lasciò un’impronta indelebile in Emilia-Romagna. Figlia dell’imperatore Teodosio, visse una vita straordinaria a Ravenna, dove governò con grande astuzia ed equilibrio, utilizzando diplomazia e forza. Il suo legame con l’Emilia-Romagna è testimoniato soprattutto dal celebre Mausoleo di Galla Placidia, uno dei monumenti più significativi dell’arte paleocristiana, simbolo del mosaico nel mondo, eletto patrimonio Unesco.
Andare infine alla scoperta di Francesca da Rimini significa immergersi in una delle storie d’amore e tragedia più famose della letteratura, narrata da Dante Alighieri nel V Canto dell’Inferno: Paolo e Francesca. Figlia di Guido da Polenta, la sua vita da sposa e la tragica morte si sono consumate tra Rimini e il suo entroterra, per amore di Paolo Malatesta, suo cognato. Da Castel Sismondo a Rimini, residenza principale dei Malatesta (oggi museo dedicato al regista Federico Fellini), fino al Tempo Malatestiano che rappresenta il cuore religioso della Signoria, monumento nazionale al cui interno si trova l’affresco di Piero della Francesca di Sigismondo Pandolfo Malatesta.
Arte ed eventi in Piemonte
Musica, teatro, arti visive. Nella Giornata internazionale della donna, domenica 8 marzo 2026, le Residenze reali sabaude, i musei e i luoghi della cultura dei Musei nazionali Piemonte propongono un programma che mette in relazione linguaggi diversi e patrimoni storici, affiancato dall’ingresso gratuito per tutte le donne a Palazzo Carignano, Villa della Regina e ai Castelli di Moncalieri, Agliè e Racconigi.
Alle 11 il Salone d’Onore di Villa della Regina diventa il palcoscenico del concerto Le Nuove Musiche – Accenti Diversi, realizzato in collaborazione con l’Associazione Musicaviva. Il Coro Voxel di Roma, diretto da Filippo Stefanelli, e l’Insieme Polifonico Femminile San Filippo Neri, diretto da Daniela Lepore, costruiscono un dialogo tra repertori e scritture musicali differenti.
Alle 17.30, nella Sala Nuova del Castello di Agliè, Fate le brave, la performance teatrale firmata dall’artista, psicologa e terapeuta Claudia Vigneti, che intreccia arte e riflessione in uno spettacolo coinvolgente e contemporaneo. L’ingresso è gratuito con offerta (parte del ricavato sarà devoluto alla Lilt – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Delegazione di Brandizzo, a sostegno della prevenzione oncologica).
Nel corso della giornata, i percorsi museali si arricchiscono di itinerari culturali che attraversano arte e suggestioni orientali. A Palazzo Carignano è esposto Belisario chiede l’elemosina di Legnanino, opera di forte impatto narrativo; al Castello di Moncalieri la mostra Fammi un quadro del sole, promossa con l’Università di Torino, mette in dialogo la poesia di Emily Dickinson con le opere di Matilde Domestico e Floriana Porta; al Castello di Agliè l’allestimento Ricordi di viaggio presenta dipinti giapponesi e kakemono, aprendo uno sguardo sulle relazioni tra culture e immaginari.
Sono aperti anche l’Abbazia di Vezzolano e le Aree archeologiche di Industria e Augusta Bagiennorum, che confermano l’ingresso gratuito per tutte le persone.
Voci di donne a Boston
Anche oltreoceano queste settimane diventano spunto per viaggi di riflessione intorno alla figura femminile. In onore del 20° anniversario del Boston Women’s Memorial, sono state create speciali registrazioni audio per le statue delle tre donne che hanno difeso i diritti delle donne, consentendo così alle statue di “parlare”. Questo memoriale sulla Commonwealth Avenue, che è anche una delle tappe del Boston Women’s Heritage Trail, espone le statue di Abigail Adams, Phillis Wheatley e Lucy Stone —tre donne che hanno avuto un ruolo significativo nella storia e nella cultura della città e della regione come le conosciamo oggi.
Ognuna di queste donne aveva idee progressiste all’avanguardia per i suoi tempi, era impegnata nel cambiamento sociale e, attraverso i propri scritti, lasciò un’eredità che ebbe un impatto significativo sulla storia.
Abigail Adams era la moglie del secondo presidente degli Stati Uniti e la madre del sesto. Le sue lettere la definiscono una perspicace commentatrice sociale e politica e una voce forte a favore del progresso delle donne. Phillis Wheatley nata nell’Africa occidentale e venduta come schiava dalla nave Phillis nella Boston coloniale, fu un prodigio della letteratura. Il suo volume del 1773 Poems on Various Subjects, Religious and Moral fu il primo libro pubblicato da uno scrittore africano in America. Lucy Stone fu una delle prime donne del Massachusetts a laurearsi; ardente abolizionista, rinomata oratrice e fondatrice del Woman’s Journal, la più importante pubblicazione sul suffragio femminile della sua epoca.
Tre donne vissute tra 1700 e 1800 onorate dalla visione dell’artista Meredith Bergmann che rappresenta l’avanguardia del nuovo modo di pensare alla rappresentazione nell’arte pubblica. Le voci per queste registrazioni sono fornite da tre donne di spicco del governo: il procuratore generale del Massachusetts, Andrea Campbell, nel ruolo dell’ex first lady e abolizionista Abigail Adams; la deputata Ayanna Pressley nel ruolo della poetessa Phillis Wheatley, ex schiava e prima donna di colore a pubblicare un testo, e il sindaco di Boston Michelle Wu nel ruolo della sostenitrice dei diritti delle donne Lucy Stone.
Per vivere queste registrazioni, è sufficiente scansionare il codice QR situato presso il memoriale. Le tre statue sono opera per mano della scultrice Meredith Bergmann.
Il ruolo di primo piano di Boston nella lotta americana per il suffragio femminile si trova nelle strade alberate del suo elegante quartiere di Back Bay. Il modo migliore per ammirare questo capolavoro dell’architettura vittoriana è a piedi, in piccoli gruppi e con una guida locale, per esempio con Hub Town Tours. Mentre si ammirano monumenti importanti e dimore storiche, la guida racconta storie avvincenti delle bostoniane che hanno dato vita al movimento per il suffragio femminile. Il tour di 2 ore e mezza parte dal Boston Common e arriva nella storica Back Bay, visitando luoghi come il Public Garden, Newbury Street e l’iconica Copley Square. Il tour a piedi approfondisce gli anni dal 1870 al 1920, decenni tumultuosi che culminarono con l’ottenimento del diritto di voto da parte delle donne negli Stati Uniti.
Le fondatrici di Miami
Anche Miami rende omaggio alle donne straordinarie che hanno contribuito a plasmare la comunità, dalle pioniere che hanno segnato la nascita della città alle protagoniste delle battaglie per i diritti civili, dell’arte, dell’imprenditoria e della politica.
Una delle figure più influenti nella storia delle origini di Miami è Julia Tuttle. Alla fine del XIX secolo, grazie alla sua determinazione e alle sue abilità nelle trattative, riuscì a portare la ferrovia nel Sud della Florida, aprendo la strada all’incorporazione di Miami nel 1896. Rimane l’unica donna nota ad aver fondato una grande città americana. Un’altra figura chiave nello sviluppo iniziale di Miami è Mary Brickell. Insieme al marito, William Brickell, contribuì in modo determinante alla crescita della città. I coniugi Brickell gestivano un emporio commerciale nei pressi della loro dimora lungo il Miami River, costruendo solidi rapporti con le comunità dei nativi americani e ponendo le basi per lo sviluppo economico dell’area.
Lo sviluppo civico e culturale di Miami porta l’impronta di Barbara Baer Capitman, appassionata promotrice della tutela del patrimonio architettonico, che negli anni ’70 si batté per salvaguardare l’iconica architettura Art Déco di Miami Beach. Co-fondatrice della Miami Design Preservation League, Capitman ebbe un ruolo determinante nell’ottenere il riconoscimento storico per l’Art Déco District, contribuendo a trasformare Miami Beach in una destinazione di fama internazionale per l’architettura, il turismo e la cultura.
Il cuore culturale di Miami è stato profondamente segnato anche da Josephine Baker, artista di fama internazionale, che lasciò un’impronta indelebile in città sfidando la segregazione nei luoghi di spettacolo tra gli anni ’50 e ’60. La sua decisa richiesta di avere platee senza segregazione contribuì a spingere Miami verso un importante cambiamento in un periodo fondamentale della sua storia.
L’eredità delle donne a Miami viene celebrata anche attraverso luoghi simbolici come il Women’s Park, un parco pubblico interamente dedicato al riconoscimento del contributo femminile nel corso della storia. Uno spazio di riflessione, educazione e incontro per la comunità, che rappresenta l’impatto duraturo delle donne sul panorama civico e culturale della città. Nel corso del mese, la comunità si unisce per celebrare il Women’s History Month con eventi e iniziative diffuse in tutta la città.