Tramandato da Marco Porcio Catone il Censore nel suo trattato De Agri Cultura risalente al II secolo a.C., è considerato l’antenato della moderna cheesecake, anche se la sua consistenza somiglia più a un budino compatto o a una torta al formaggio molto morbida, tanto che Catone consigliava di mangiarlo direttamente dal piatto di cottura con un cucchiaio (al secolo lingula).
Secondo il testo originale, il savillum si preparava mescolando pochi ingredienti semplici, ovvero formaggio fresco – solitamente ricotta o formaggio di pecora – farina, miele e un uovo per legare l’impasto, che poi veniva versato in una teglia di terracotta oliata e coperto con un testum (un coperchio di terracotta che fungeva da forno portatile, ricoperto poi di braci).
Si narra che il suo nome derivi dal latino suavis (dolce, soave), proprio per sottolineare la piacevolezza del gusto. Non veniva consumato quotidianamente, ma era un dessert riservato a banchetti e occasioni speciali. E a differenza di altre torte che potevano essere tagliate a fette, il savillum restava così morbido al centro che veniva servito nella teglia stessa.
Ecco come riproporre il savillum nelle cucine moderne, mantenendo l’equilibrio tra la cremosità del formaggio e la struttura della farina.
500 gr di ricotta (preferibilmente di pecora, ben sgocciolata)
100 gr di farina 00 (o farina di farro per un tocco più rustico)
1 uovo grande
100 gr di miele di acacia o millefiori per l’impasto
miele extra per la guarnizione
semi di papavero q.b.
olio extravergine d’oliva per ungere la teglia
In una ciotola capiente, schiaccia la ricotta con una forchetta o setacciala per renderla finissima.
Aggiungi l’uovo, il miele e la farina setacciata. Mescola energicamente fino a ottenere una crema liscia e senza grumi.
Ungi una pirofila di ceramica o terracotta (diametro circa 20 cm). Versa il composto e livella la superficie. Il savillum deve avere uno spessore di almeno 3-4 cm.
Inforna a 160°C in forno statico per circa 40-45 minuti. La torta è pronta quando i bordi sono dorati e il centro risulta sodo ma ancora leggermente tremolante al tatto.
Per il tocco finale – ovvero la crosticina – estrai la teglia, spennella abbondantemente la superficie con altro miele e cospargi con i semi di papavero.
Rimetti in forno in modalità grill per altri 2-3 minuti finché il miele non inizia a fare le bollicine e i semi di papavero sprigionano il loro profumo.
Servire il savillum tiepido, come da tradizione romana.
Buon appetito e buon gastroviaggio nel tempo!
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