Mostre olimpiche, lo sport
fa cultura a Milano

sci neve adobe
Non solo competizioni sportive, cerimonie ed eventi di gala, fan village, iniziative aperte al pubblico e agli appassionati: Milano Cortina entra nel vivo e, nel capoluogo meneghino, si vive anche attraverso l’arte.

Parallelamente ai Giochi, infatti, è scattata anche l’Olimpiade culturale di Milano Cortina 2026, ovvero un ricco programma di mostre, esposizioni, installazioni di cui Milano è regina. La città si veste a festa e molte delle sue venue culturali si animano di eventi a tema neve, ghiaccio, sport, montagna. Ecco quindi che le Olimpiadi invernali diventano anche l’occasione per fare un tour culturale molto interessante, scoprendo i musei meneghini e visitando mostre spesso anche gratuite che raccontano i tempi olimpici tra arte, pubblicità, letteratura e storia.

L’Italia sulla neve al Castello Sforzesco

Fino al 22 marzo le sale del Castello Sforzesco ospitano “L’Italia sulla neve”, una mostra gratuita per riflettere sulla cultura degli sport invernali e sulla loro diffusione, come anche sulla montagna come destinazione turistica. Tra periodici illustrati e grafica pubblicitaria, cataloghi di vendita, cartoline, dépliant, opuscoli e manifesti, sono esposti oltre cento oggetti e cimeli, provenienti dalla Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”. Si può così “viaggiare”, attraverso le immagini, dalle storiche figurine Liebig dell’Ottocento ai manifesti dedicati alle Olimpiadi di Città del Messico 1968, Monaco 1972 e Montréal/Canada 1976.

Il senso della neve al Mudec

Dal 12 febbraio al 28 giugno “Il senso della neve” si scopre in una mostra a ingresso gratuito al Mudec: un viaggio multidisciplinare tra scienza, arte e antropologia, in un percorso che espone oltre 150 opere tra dipinti, installazioni e oggetti etnografici e che si apre con una collezione di boules à neige e con lo studio scientifico della neve. Si potranno esplorare anche le visuali sulla neve di culture artiche come Sami, Ciukci, Inuit e di popolazioni del Tibet, ma non mancano le raffigurazioni di artisti europei come Brueghel il Vecchio e Ligabue e di giapponesi come gli autori di stampe ukiyo-e Hiroshige e Kunisada.

La strada per Cortina alle Gallerie d’Italia

Alle Gallerie d’Italia in piazza della Scala, fino al 3 maggio, va in scena la mostra “La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956″ a cura di Aldo Grasso. Sono esposti i servizi fotografici prodotti dall’Agenzia Publifoto in occasione delle prime Olimpiadi Invernali ospitate in Italia, a Cortina d’Ampezzo nel 1956. Nelle fotografie in bianco e nero (e qualcuna a colori) si può ripercorrere il grande evento sportivo di settant’anni fa, dalla costruzione dello Stadio del ghiaccio e del Trampolino Italia all’arrivo della fiaccola olimpica con la cerimonia di apertura, senza trascurare i momenti “dietro le quinte” nelle giornate degli atleti.

I Giochi olimpici alla Fondazione Rovati

Nello spazio museale Fondazione Luigi Rovati ha aperto la mostra I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni, realizzata in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026. La Fondazione Luigi Rovati, museo dove l’arte etrusca è in dialogo con l’arte contemporanea, dedica una grande esposizione alla storia, ai protagonisti e ai valori dei giochi atletici dall’antichità a oggi, in coproduzione con il Museo Olimpico e con il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna.

Armando Testa al Museo del Novecento

In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina, il Museo del Novecento di Milano, in collaborazione con Testa per Testa, presenta Urrà la neve! Armando Testa e lo sport, una mostra focus dedicata alla produzione grafica sul tema sportivo del maestro della comunicazione visiva italiana.

Il progetto, a cura di Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello, propone una selezione di opere che attraversano oltre trent’anni di attività dell’artista, restituendo la ricchezza e la varietà di un percorso in cui lo sport diventa terreno privilegiato di sperimentazione visiva. Sette manifesti e un contributo audiovisivo raccontano l’evoluzione del linguaggio di Armando Testa (Torino, 1917–1992), fondatore nel 1946 dell’omonima agenzia.

La mostra vuole evidenziare la capacità dell’artista di trasformare le pratiche sportive in metafore di cambiamenti culturali e sociali del proprio tempo. Dai primi manifesti degli anni Cinquanta, come Moto Guzzi Lodola Sport 175 (1954), in cui velocità e sintesi cromatica restituiscono il mito moderno del movimento, fino ai manifesti per i Giochi della XVII Olimpiade (1959), lo sport si afferma come simbolo di progresso e di partecipazione collettiva.

Negli anni Sessanta e Settanta, opere come Cervinia, il Grand Prix della Pubblicità (1974/1990) e l’8° Concorso Ippico Internazionale (1968) testimoniano una progressiva riduzione formale e una centralità sempre più assoluta dell’immagine, capace di fondere corpo, paesaggio e simbolo in una sintesi di grande forza visiva. Con Azzurra (1987) e Torino ’90, Testa consegna immagini emblematiche che elevano l’immaginario sportivo a icona culturale del suo tempo.

Dino Buzzati al Laboratorio Faam

Dino Buzzati e l’Aldilà; Milano e le montagne, da Poema a fumetti al film Orfeo (fino al 6 aprile) è invece la mostra-installazione inaugurata dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori: una casa che assomiglia a uno studio d’artista e allo stesso tempo a una casa degli orrori, dove ogni stanza racconta un frammento dell’immaginario di Dino Buzzati. Nel cuore di Brera, all’interno del programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, la mostra immersiva trasforma il Laboratorio Faam in una “casa buzzatiana”: un ambiente da attraversare, più che da visitare. Lo spettatore non osserva soltanto l’opera di Buzzati, ma entra nel suo mondo, tra mito e cronaca, sogno e inquietudine, città e montagne. L’allestimento, a cura di Virgilio Villoresi e Lorenzo Viganò, è ispirato a L’eterno ritorno di Orfeo di Villoresi, tratto da Poema a fumetti (1969), il testamento artistico di Buzzati e prima graphic novel italiana. La regia e la visione di Villoresi e Viganò guidano il pubblico in un percorso immersivo fatto di set, scenografie artigianali, suggestioni visive e sonore, in un continuo oscillare tra abisso e vetta, discesa e risalita, città e montagna, mito e modernità. Un racconto che riflette gli stessi valori dello sport e delle Olimpiadi – coraggio, resistenza, superamento di sé – incarnati da Buzzati anche nel suo rapporto con l’alpinismo, da lui definito “lo sport più nobile di tutti”.

Milano e le Dolomiti, città e montagna, cronaca e mito: la mostra mette in scena la duplice identità di Buzzati, nato a Belluno e milanese d’adozione, capace di tenere insieme mondi apparentemente opposti.

Water and Peaks alla Fabbrica del Vapore

La Sala delle Colonne in Fabbrica del Vapore a Milano ospita, dal 12 febbraio al 6 aprile 2026, Silvia De Bastiani – Water and Peaks. An Olympic Journey Through the Alps, una mostra ideata appositamente per i temi e i territori che ospiteranno le Olimpiadi Invernali, in cui la pittura diventa strumento immersivo, emozionale e scientifico.

“Whiteout” alla Triennale

Alla Triennale di Milano in collaborazione con la Camera di commercio arriva la mostra “White Out The Future of Winter Sports“, appuntamento aperto al pubblico, con ingresso gratuito, fino al 15 marzo 2026. Design, architettura e tecnologie si mettono in dialogo con il cambiamento climatico, con le conseguenze sugli sport invernali. L’espressione “whiteout” descrive un effetto ottico che si genera in alta quota quando il paesaggio innevato e il cielo si fondono in un unico bianco uniforme, provocando scarsa visibilità. Questa condizione estrema diventa il punto di partenza per una riflessione sul futuro degli sport invernali, in dialogo con il mondo del progetto. Il percorso espositivo è organizzato in sezioni tematiche che propongono focus su discipline, progetti, equipaggiamenti e tecnologie con uno speciale affondo sull’architettura sportiva. Informazioni al link.

Fuoriporta

Milano Malpensa si prepara ad accogliere uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea. Steve McCurry, il fotografo americano conosciuto in tutto il mondo per i suoi scatti iconici, ha realizzato una serie di immagini esclusive all’interno dell’aeroporto. L’iniziativa rientra nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. La mostra rimarrà per tutta la durata delle Olimpiadi, offrendo ai passeggeri e ai visitatori un’occasione per ammirare il talento di McCurry in un contesto inedito.

Lo sport si intreccia all’arte anche in Valtellina: al Museo nazionale Palazzo Besta di Teglio (Sondrio) la mostra “Vette. Storie di sport e montagne”, è un progetto espositivo a cura di Rosario Maria Anzalone e Silvia Anna Biagi che indaga il rapporto profondo e complesso tra sport, territorio alpino e società.

«Le montagne rappresentano, da sempre, un luogo di limite e di desiderio. Uno spazio fisico e simbolico in cui l’uomo misura il proprio corpo, il proprio ingegno e la propria capacità di adattamento», sottolinea la direttrice di Palazzo Besta Silvia Biagi. «Vette. Storie di sport e montagne racconta questi luoghi attraverso un viaggio che va dalle esperienze pionieristiche all’affermazione del turismo sportivo, mostrando come le pratiche sportive abbiano trasformato il paesaggio alpino, gli stili di vita e l’immaginario collettivo delle comunità di montagna».

La mostra intreccia molteplici storie: quelle di grandi atlete e atleti olimpici e paralimpici, fatte di talento, coraggio e sfide; ma anche quelle delle comunità alpine, protagoniste di una trasformazione profonda nella seconda metà del Novecento quando la diffusione degli sport invernali e del turismo ha inciso radicalmente sul paesaggio umano e naturale delle Alpi.

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