FOOD

Monte Rosa in tavola: la ricetta dei capunet della Valsesia

Oggi vi raccontiamo una storia. Quella di una cucina che segue il paesaggio: si trasforma, si mescola, cambia ritmo e identità da una valle all’altra del Monte Rosa, uno dei massicci più iconici delle Alpi.

Tra Valle d’Aosta e Piemonte, con la Svizzera appena più in là, il Monte Rosa è terra di contaminazioni. La sua gastronomia parla infatti più lingue, cambia da paese a paese e spesso persino da casa a casa, mantenendo però il fil rouge dell’autenticità. Tra le sue oltre quindici vette che superano i 4.000 metri, la cucina non è solo nutrimento, ma anche memoria, accoglienza e racconto. I sapori si intrecciano con la storia del popolo walser e delle comunità alpine. Ma ovunque ci si trovi ritornano valori comuni: il rispetto per i prodotti della terra, la stagionalità, i gesti tramandati da generazioni nelle case della “gente di montagna”.

Ecco a voi un breve viaggio in tre diverse identità gastronomiche, unite dalla medesima anima alpina: Gressoney, Ayas e Valsesia.

Il gusto di Gressoney

Nella Valle del Lys la tradizione walser incontra la cucina alpina più autentica. I piatti raccontano una vita semplice e genuina, fatta di ingredienti locali, cotture lente e sapori legati alla storia del territorio. Tra le specialità, lo spezzatino di montagna, le bugie di Alys (dolcetti fritti croccanti, simili alle chiacchiere, tradizionali del Carnevale), gli chnéffléne, piccoli gnocchetti di farina e uova. Senza dimenticare la regina delle vette: la toma di Gressoney, prodotta da secoli in alpeggi come Loo, Montil, Lavez e Courtlys con la medesima gestualità.

La cucina valdostana

La cucina della Val d’Ayas è una delle espressioni più autentiche della tradizione gastronomica valdostana. Protagonista assoluta è la Fontina dop, il formaggio simbolo della regione, ma anche il Fromadzo dop, burro fresco, erbe aromatiche dei pascoli e carni locali che raccontano la vita negli alpeggi. Tra le specialità da assaggiare: la polenta concia, la seupa alla valdostana (zuppa gratinata con pane di segale, fontina, cavolo verza e burro), lo spezzatino chiamato carbonada e come dessert le tegole, biscotti a base di mandorle perfetti con un caffè o una cioccolata calda.

Alta Valsesia: la tradizione walser

Patate, burro, formaggi e ortaggi di montagna si trasformano in ricette ricche di gusto in Alta Valsesia con la tradizione walser che ha dato vita a una cucina semplice e ingegnosa. Tra i piatti da non perdere: le miacce (simili a crêpe), le patate masarai cotte con i porri, la torta di Alagna e i capunet, involtini di biete o verze ripieni di pane raffermo, pasta di salame, burro e timo, protagonisti di questa puntata di Cook&Go.

Su Visit Monterosa la lista di locali e ristoranti da provare.

A voi la ricetta originale dei capunet della Valsesia.

INGREDIENTI (per 4 persone)

12 foglie grandi di verza oppure bietola
150 gr di pane raffermo
120 gr di salame (o pasta di salame)
40 gr di burro
1 uovo
1 cucchiaio di timo fresco (o un pizzico secco)
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
latte q.b.
sale e pepe
brodo o acqua per la cottura

PREPARAZIONE

Sbollenta le foglie: Porta a ebollizione una pentola d’acqua salata. Immergi le foglie di verza o bietola per 2–3 minuti, poi scolale e falle raffreddare su un canovaccio.

Prepara il ripieno: spezzetta il pane raffermo e ammollalo in poco latte; strizzalo bene; unisci il salame sbriciolato, l’uovo, il parmigiano, il timo, sale e pepe. Mescola fino a ottenere un composto morbido ma compatto.

Forma gli involtini: metti una cucchiaiata di ripieno su ogni foglia e arrotola formando piccoli fagottini, ripiegando i lati verso l’interno.

Cottura: sciogli il burro in una padella larga. Disponi i capunet uno accanto all’altro. Rosolali qualche minuto, poi aggiungi mezzo bicchiere di brodo o acqua. Copri e cuoci a fuoco dolce per 20–25 minuti, finché sono morbidi e leggermente dorati.

Sono ottimi sia caldi sia tiepidi, serviti come secondo o antipasto rustico.

Buon appetito e buon gastroviaggio!
Scopri e prova le altre ricette di Cook&Go

Redazione

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