Ma andiamo all’origine di tali frittelle, oggi tra i dolci simbolo della Penisola iberica. C’è chi (ardito) ne nega l’origine spagnola, sostenendo che i churros siano stati importati in Europa dall’Oriente. La leggenda narra che a “trasporli” nel vecchio continente siano stati i portoghesi, i quali si sarebbero ispirati a una ricetta segreta della dinastia Ming: la pasta per il Youtiao, ovvero strisce di pasta fritte servite a colazione. La loro forma sarebbe stata poi modificata in relazione alla legge cinese di allora che vietava e puniva severamente la condivisione delle tradizioni locali con gli stranieri.
C’è poi un’altra versione, più diffusa, secondo cui a ideare i churros furono i pastori nomadi stanziati sulle alture della Penisola iberica, che – impossibilitati a raggiungere la città per comprare il pane – crearono un impasto da poter cuocere in padella. La stessa parola churros confermebbe tale origine: richiama infatti la Navajo-Churro, una razza di pecore tipiche della Spagna, le cui corna richiama la forma del dolce oggi così popolare.
La combo tra churros e cioccolata risale invece al 1500 quando il cacao fu importato in Spagna dalle Americhe dagli immigrati legati ai conquistadores.
E ora ecco a voi la ricetta proposta dall’Ufficio del turismo spagnolo.
1 tazza grande di farina per pane
1 tazza grande d’acqua
1 cucchiaino d’olio
1 pizzico di sale
olio d’oliva qb
zucchero qb
Mettere in una pentola l’acqua, il sale e un cucchiaio d’olio. Quando bolle, aggiungere tutta insieme la farina e mescolare rapidamente, fino a formare un impasto spesso e fine.
Aspettare che si raffreddi e mettere l’impasto nella siringa per frittelle (in Spagna lo strumento tipico è la churrera, mentre è sconsigliato l’uso della sac-à-poche).
Dare ai churros la tipica forma cilindrica allungata e friggerli in olio abbondante molto caldo, finché non saranno dorati.
Spolverare con zucchero e servirli caldi.
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