Si tratta delle Fettuccelle dell’Amore: pasta cacio e pepe rosa con gambero rosso di Mazara e limone. Una creazione culinaria che rivisita in chiave moderna un grande classico della tradizione capitolina: la cacio e pepe, appunto.
Elegante, sofistica, quasi afrodisiaca, è la ricetta perfetta per il consueto tête-à-tête del 14 febbraio, giorno di San Valentino, la festa degli innamorati.
L’arte che c’è dietro questo piatto è quella di chef Mulargia, la cui maestria sta nel saper trasformare ingredienti semplici in piatti raffinati. Un uomo appassionato che trova la sua cifra culinaria nella ricerca della qualità e di sapori autentici, nell’aspirazione all’armonia, nella cura di ogni singolo dettaglio.
Così, le Fettuccelle dell’Amore sono il piatto ideale per regalare al proprio partner un’esperienza sensoriale vera e propria.
Per la pasta fresca:
100 gr di semola di grano duro rimacinato
200 gr di farina 00 di grano tenero
210 gr di tuorli
sale q.b.
Per il composto:
130 gr di pecorino romano (non troppo stagionato)
150 gr di gambero rosso di Mazara
pepe rosa q.b.
1 limone (da grattugiare)
olio extravergine d’oliva q.b.
Pulire i gamberi, privandoli della testa, del carapace e dell’intestino. Tagliarli a dadini grossolani e condirli con olio EVO, sale e una leggera grattugiata di limone. Lasciar riposare in frigorifero.
Preparare la pasta fresca: in una planetaria con gancio, unire le farine e aggiungere i tuorli poco alla volta. Far riposare l’impasto in frigorifero per un’ora.
Stendere l’impasto con una sfogliatrice fino a uno spessore di 1-2 mm, piegarlo e tagliarlo a striscioline larghe 3-4 mm per ottenere le fettuccelle.
Cuocere la pasta in acqua bollente leggermente salata, scolarla e mantecarla in padella con il Pecorino e un po’ di acqua di cottura fino a ottenere una crema liscia e omogenea.
Impiattare, guarnendo con il gambero rosso, il pepe rosa e una grattugiata di limone fresco.
Per chi non ama il pesce crudo, i gamberi possono essere spadellati leggermente nell’ultima fase della preparazione per mantenere intatta la loro morbidezza e sapore. Durante la mantecatura, assicurarsi di non superare i 60° per evitare che il pecorino cagli.
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