Con “Realphoto – Un’agenzia per la libera fotografia”, il fotogiornalismo in bianco e nero arriva in mostra a Brescia.
Un nuovo evento fotografico prenderà il via il 28 marzo a Brescia, in occasione della IX edizione del Brescia Photo Festival, la Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana, che ospiterà una grande mostra dedicata ai fondatori dell’agenzia romana Realphoto, simbolo, alla fine degli anni ’50 e ’60, di un fotogiornalismo colto, libero e impegnato.
Con la mostra “Realphoto – Un’agenzia per la libera fotografia”, curata da Renato Corsini, la Cavallerizza celebra il viaggio e l’impegno civile dell’agenzia considerata il contraltare italiano della ben più nota agenzia francese Magnum. Tra i fondatori, Calogero Cascio, Caio Mario Garrubba e Nicola Sansone, i quali rappresentano i protagonisti più significativi per la ricerca di un linguaggio fotografico nuovo, capace di abbandonare gli stereotipi della stampa tradizionale e di costruire un percorso di denuncia, documentazione e impegno civile. Realphoto si pone come agenzia indipendente, promuovendo un fotogiornalismo libero e innovativo, con giovani intellettuali freelance spesso refrattari ai condizionamenti editoriali del tempo.
La mostra, aperta al pubblico dal 29 marzo e fino al 10 maggio, si sviluppa attraverso tre percorsi, ciascuno dedicato al lavoro e alla visione di Cascio, Garrubba e Sansone, offrendo un viaggio attraverso le loro esperienze fotografiche e i luoghi che hanno raccontato.
“Vietnam. All’ombra della guerra”, di Calogero Cascio, documenta il Vietnam del Sud con lo sguardo empatico, documentario e umanista che ha sempre caratterizzato il lavoro del fotoreporter siciliano. Le immagini della guerra e della vita quotidiana nelle periferie urbane e rurali rivelano l’impegno civile e la passione etica del fotografo, che privilegia il valore universale dell’uomo. La selezione comprende trenta stampe digitali da negativo originale, che restituiscono lo stile diretto, essenziale e coinvolgente di Cascio, interprete di un fotogiornalismo capace di combinare narrazione, denuncia e poetica della realtà (www.calogerocasciophotos.com).
“Cina. La rivoluzione di Mao”, di Caio Mario Garrubba, presenta un lungo reportage realizzato nel 1959, a dieci anni dalla fondazione della Repubblica Popolare, in un Paese allora quasi irraggiungibile per i fotografi occidentali, dove Garrubba fu uno dei primi a recarsi dopo Henri Cartier-Bresson. Per quaranta giorni documenta la vita quotidiana, i mercati, le campagne e le manifestazioni, privilegiando un approccio umanista e realistico: i soggetti non sono mai idealizzati, ma mostrati nella concretezza delle loro vite e nei grandi eventi storici che attraversano. La selezione comprende cinquanta fotografie ai sali d’argento da negativo originale, che restituiscono l’osservazione poetica e attenta di Garrubba, tra malinconia e solidarietà, tra reportage e racconto di vite immerse nella storia.
“America. Il sogno d’oltreoceano”, di Nicola Sansone, documenta gli Stati Uniti della fine degli anni ’50 e inizio ’60, mostrando i grattacieli, le automobili, i cartelloni pubblicitari, ma anche la povertà, le questioni razziali e le disuguaglianze sociali. Sansone percorre il continente nel 1958 e nel 1962 con il giornalista Franco Calamandrei, catturando la realtà con uno sguardo critico, poetico e antropologico. La mostra comprende cinquanta fotografie ai sali d’argento da negativo originale, simbolo di un reportage sociale e culturale che testimonia l’epoca e la società americana attraverso un approccio attento e narrativo.