La statua nel centro di Boston, fuori dalla King’s Chapel ed inaugurata da pochi mesi, onora le 219 persone di colore che furono ridotte in schiavitù dagli antenati della chiesa. Fondata nel 1686, la King’s Chapel è stata la prima chiesa anglicana del New England e possiede uno degli interni georgiani più eleganti dell’epoca coloniale. Dal 1789 la King’s Chapel è una chiesa cristiana unitaria, la prima chiesa unitaria negli Stati Uniti.
La concezione della statua nasce dalla riflessione della chiesa stessa sulla propria storia; prima della guerra d’indipendenza almeno 55 membri, tra cui quattro ministri e diversi guardiani e sagrestani erano proprietari di schiavi, tre erano commercianti di schiavi.
Questo è il primo monumento che riconosce il legame di Boston con la schiavitù in epoca coloniale; si trova sul Freedom Trail in uno degli angoli più trafficati di Boston, con lo scopo di risvegliare le coscienze della gente che passa.
La statua racconta dunque una storia che è stata in gran parte ignorata per secoli; in molti continuano a minimizzare il ruolo svolto dagli schiavi nel rendere gli Stati Uniti ciò che sono oggi, soprattutto nel Nord. Installare una statua così imponente, alta oltre 4 metri, di una donna di colore che rilascia sei uccelli da una gabbia verso la libertà è storico e “rivoluzionario”, dichiarano gli storici locali. Un’iniziativa che riconosce che i primi fedeli e il clero erano impegnati nella schiavitù e nella tratta degli schiavi e riconosce l’umanità delle persone che furono private della loro libertà.
Dal 17° secolo all’inizio del 18° secolo gli schiavi furono uomini, donne e bambini. La maggior parte aveva un solo nome, senza dubbio attribuito loro da un proprietario di schiavi. Questa tappa del Freedom Trail mette in risalto come la King’s Chapel rifletta ampiamente le fondamenta e le contraddizioni dell’America nel suo insieme. La schiavitù era profondamente radicata nell’economia di Boston e del primo New England, con proprietari di schiavi bostoniani che avevano piantagioni nei Caraibi.
A progettare “Unbound” è stata l’artista Harmonia Rosales che ha progettato il memoriale in collaborazione con MASS Design Group. Il gruppo ha lavorato anche alla statua Embrace dedicata a Martin Luther King e Coretta King dell’artista Hank Willis Thomas, al Boston Common.
“Unbound” ha una presenza imponente nel cortile della King’s Chapel; è come una figura matriarcale della diaspora africana. Indossa un abito bianco e fluente, è seduta con in mano una gabbia per uccelli con la porta aperta, dando ai volatili l’opportunità di liberarsi.
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