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L’altro volto della Turchia: lungo la Via Licia con Legambiente

Esiste un modo alternativo per scoprire la Turchia, diverso dalle classiche rotte di Istanbul e della Cappadocia, seguendo un itinerario che attraversa villaggi rurali, rovine antiche e natura.

Ecco la Via Licia, partner della Via Francigena italiana nel progetto Detour dedicato alla valorizzazione dei cammini nelle aree rurali europee. L’itinerario alternativo ai classici tour per conoscere  la Turchia è suggerito dal nostro partner editoriale Legambiente.

Il percorso principale si snoda per circa 540 km lungo la costa meridionale del Paese, da Ölüdeniz, vicino Fethiye, fino ad Antalya, e può essere completato in circa un mese, suddividendo il tragitto in tappe più brevi grazie ai collegamenti locali.

La Via Licia prende il nome dall’antica popolazione dei Lici che abitava l’odierna penisola di Teke e lungo il percorso è possibile ammirare le testimonianze lasciate dalle varie civiltà che si sono succedute nei secoli, dai Lici stessi ai Greci e ai Romani. Il percorso include luoghi molto variegati, a partire dai villaggi di Kabak e Faralya, incastonati in valli verdi che scendono verso il mare, per poi proseguire con le rovine di Patara, un antico porto e luogo di nascita di San Nicola, con la sua lunghissima spiaggia selvaggia.

Tra le altre tappe suggestive spiccano le spettacolari tombe rupestri di Myra, scolpite nella roccia dai Lici, e l’antica città di Olimpo, nascosta dalla vegetazione e affacciata su una baia incontaminata. Infine, si raggiunge il borgo di Çıralı, famoso per la Chimera, dove ancora oggi fuoriescono piccoli fuochi dalle rocce a causa delle emissioni di gas.

Il periodo migliore per percorrere la Via Licia è la primavera (marzo-maggio) o l’autunno (settembre-novembre), quando le temperature sono miti e la natura è nel suo massimo splendore. Il livello di difficoltà varia da tratti più impegnativi con dislivelli importanti e passaggi tecnici, a sezioni più agevoli, adatte a chi ha una buona preparazione fisica di base.

Il sentiero è ben segnalato e lungo il percorso si trovano sistemazioni come pensioni familiari o piccoli hotel, ma c’è anche la possibilità di campeggiare in alcune aree designate. Una delle qualità di questo cammino è proprio la flessibilità, che permette di percorrerlo integralmente o di selezionare solo alcune tappe più iconiche, grazie ai collegamenti locali del sentiero.

Foto di Maria Novella Sbaraglia, project manager del progetto Via Licia.
Redazione

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