Ma si tratta di una scia che si può seguire in qualunque periodo dell’anno, in una mappa del gusto tra musei, locali storici, maestri cioccolatieri, storie e curiosità.
Ecco dunque le tappe della Torino al cioccolato.
Tra i portici della storica via Paolo Sacchi, alle spalle della stazione Porta Nuova, è possibile, scendendo sotto il livello della strada, compiere un vero e proprio viaggio nello spazio e nel tempo alla scoperta del cioccolato: è Choco-Story, il primo museo a Torino dedicato al Cioccolato e al Gianduja.
Il museo sorge negli spazi sotterranei del laboratorio di cioccolato della storica pasticceria Pfatish, dove attrazioni interattive offrono ai visitatori una divertente esplorazione della storia e della produzione del cioccolato. Grandi e piccini possono quindi scoprire i processi di fabbricazione e molte altre curiosità. Una visita piacevole e adatta a tutti. La ricca collezione di oltre 700 oggetti attraversa i secoli e farà ripercorrere la storia del cacao dai Maya al ‘900, fino al gianduia, tra esperienze interattive e giochi.
Durante la visita si gode di un’esperienza sensoriale con assaggi di diversi tipi di cioccolato e gianduia. Nel Museo del Cioccolato è possibile, inoltre, prenotare un laboratorio durante il quale si possono creare tavolette personalizzate, leccalecca e praline sotto la guida dei maestri cioccolatieri, sperimentando tecniche tradizionali e ingredienti unici.
Proprio da Choco-Story parte anche il Choco Tram: è possibile partecipare ad un tour per le vie di Torino a bordo di un tram dei primi anni del Novecento: lungo il percorso verranno raccontati curiosi aneddoti sulla storia non solo del cioccolato, ma anche dei tram e della città.
Il celebre Caffè Baratti&Milano in piazza Castello deve il suo nome a due confettieri canavesani: Ferdinando Baratti e Edoardo Milano. Trasferitisi a Torino nel 1858, aprirono un laboratorio di confetteria e pasticceria in via Dora Grossa 43 (l’attuale via Garibaldi), destinato a divenire uno dei marchi più rinomati dell’industria dolciaria piemontese e italiana. Tra l’altro, fu Ferdinando Baratti che creò il famoso cremino divenuto poi, insieme al gianduiotto, uno dei grandi classici fra i cioccolatini italiani.
C’è anche una piccola curiosità letteraria: è proprio in questo locale che ispirò la poesia Le Golose di Guido Gozzano.
La Perla di Torino è stata fondata nel 1992, quando Sergio Arzilli, cresciuto nella pasticceria di famiglia, decise di ritagliarsi un suo spazio. La sua celiachia lo spinge, quindi, a reinventarsi nel mondo del cioccolato, trasformando un limite in un’opportunità. Dal piccolo laboratorio iniziale, casa del celebre tartufo di cioccolato, l’azienda si evolve, pur mantenendo un focus sull’artigianalità e l’innovazione. Oggi, La Perla di Torino offre una gamma di prodotti senza glutine, inclusi gianduiotti, tartufi, creme spalmabili e tavolette, oltre a linee senza lattosio e senza zuccheri aggiunti, per soddisfare le diverse esigenze.
Le botteghe menzionate fanno tutte parte del circuito Maestri del Gusto di Torino e provincia, selezionati ogni due anni dalla Camera di commercio di Torino, il Laboratorio Chimico camerale e Slow Food.
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