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Settimana del Pianeta Terra, torna il festival delle Geoscienze

Visitare la miniera di rame più antica dell’Europa occidentale, camminare sul bordo di un vulcano estinto, inciampare nelle orme dei dinosauri: sono solo alcune delle esperienze decisamente fuori dal comune che si possono provare dal 13 al 20 ottobre, durante la Settimana del Pianeta Terra.

Oltre 100 “geoeventi” su tutto il territorio nazionale, per la maggior parte gratuiti, animeranno il Festival nazionale di divulgazione scientifica delle Geoscienze promuovendo un turismo culturale, sensibile ai valori ambientali, che mette in risalto sia le risorse naturali più spettacolari, sia quelle meno conosciute, e proprio per questo più ricche di fascino e curiosità.

Quale migliore occasione, quindi per organizzare un week-end autunnale in un’altra città o regione, per scoprire, o conoscere meglio, il nostro inestimabile e straordinario patrimonio geologico e paesaggistico.

Il ricco programma contempla escursioni nella natura, passeggiate nei centri urbani e storici di alcuni dei borghi più belli, porte aperte nei centri di ricerca normalmente inaccessibili e nei musei, visite guidate, esposizioni, laboratori didattici e sperimentali per bambini e ragazzi, attività musicali e artistiche, degustazioni, conferenze, convegni, workshop, tavole rotonde.

Iniziative in cui ognuno può trovare la modalità più consona alle proprie passioni e preferenze per avvicinarsi alle Geoscienze, acquisendo al contempo competenze nel rispetto per l’ambiente e cura del territorio, insieme alla consapevolezza dei rischi a cui siamo esposti.

Sarà possibile vedere reperti fossili straordinari, come quello del cranio di Homo heidelbergensis, uno degli ominidi più antichi d’Europa, vissuto 400mila anni fa; visitare luoghi unici come una miniera di rame risalente a 5000 anni fa; incontrare Nessie, antenato di Loch Ness: lo scheletro fossile lungo 5 metri di un rarissimo plesiosauro rinvenuto negli USA ed emerso dalle pietre dopo un anno e mezzo di lavoro; ma anche capire le scoperte geologiche anticipate nei dettagli delle opere di Leonardo da Vinci, proprio nell’anno in cui si celebrano i 500 anni dalla morte del grande inventore, artista e scienziato italiano.

Redazione

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