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Sail working, l’ultima frontiera del lavoro da remoto

Di smart working sentiamo parlare quotidianamente ormai da più di un anno. E in questi mesi è stato fatto un passaggio ulteriore. Se si può lavorare a distanza, fuori dall’ufficio, non è detto che si debba farlo da casa. Anzi, c’è chi sceglie di farlo in mezzo al mare. Ne parliamo nella nostra rubrica #FuoriRotta.

È stato lanciato dalle navi da crociera con la formula “smartworking at sea”, ma chi vuole ancor più isolamento e privacy può scegliere il sail working, lavoro da remoto a bordo di una barca. Un’opzione che unisce l’utile al dilettevole, permettendo di lavorare a stretto contatto con il mare e di portare benefici in termini di concentrazione e produttività.

Qualche consiglio pratico per affrontare al meglio il lavoro a distanza in barca arriva da Sailogy, piattaforma online per il noleggio di barche in tutto il mondo con o senza skipper.

Passare dalla scrivania di casa al lavoro al mare, con riunioni sulla prua della barca e call sottocoperta richiede qualche accorgimento per evitare imprevisti.

Primo fra tutti la connessione Internet, che deve essere stabile per non garantire interruzioni delle attività lavorative. Quindi l’ideale è un hotspot mobile, o, se si è ormeggiati in porto, si potrà utilizzare un adattatore di rete wifi wireless usb con un’antenna ad alto guadagno per potenziare il segnale.

A bordo sarà utile il generatore di corrente per i dispositivi e ogni altra necessità di elettricità.

Altro dettaglio non trascurabile è avere lenti polarizzate, per evitare il riverbero del sole sullo schermo se si lavora all’aria aperta.

La soluzione ideale per lo smart working alla marinara è il catamarano, grazie alla disponibilità di spazio e alla stabilità in navigazione. Il pozzetto può fornire ottime postazioni da lavoro.

Tra le mete maggiormente consigliate, la Costiera amalfitana e la Toscana con le sue isole, se si preferisce restare vicino alla terra ferma, o le Isole Eolie e Pontine per un’esperienza più itinerante.

Claudia Ceci

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