LIFESTYLE

Novant’anni di viaggi con La Settimana Enigmistica

Ha passato intere giornate in campagna, al mare, e ha viaggiato forse più di chiunque altro. Zaino, borsa o trolley. Lo spazio per lei c’è sempre.

Una compagna di viaggio ideale. Anzi, la compagna per eccellenza. Salvo che ti dicano: «Mi dispiace, è terminata». O che il tour cominci all’alba o di sera, quando le edicole sono già chiuse, e tu non sia stato così previdente da procurartela in anticipo.

La Settimana Enigmistica ha appena passato i 90 anni, ha i tratti pressoché immutati ed è più in forma che mai.

Aperta le prime volte da bambina, per emulazione. Un gioco da grandi, sembrava. Dagli adulti una concessione non proprio soddisfacente: «Puoi unire i puntini», «Ci sono da colorare gli spazi», «Vediamo se trovi le differenze!». E invece un unico grande obiettivo: le parole crociate. Le lettere che si incrociano, si incastrano, coincidono, riempiono lo schema.

E anche rebus, cornici concentriche, crittografate, zeppe, lucchetti e sciarade, palindromi, curiosità.

Finisce nello zainetto delle scampagnate con gli amici, nella borsa da mare. «L’hai portata, vero?» e da lì capannelli tra chi scherza e chi si impegna a risolvere l’enigma. E quei cari assembramenti che all’epoca mai e poi mai avremmo definito così.

E se ce n’era più di una, ecco le sfide. «Vediamo chi finisce prima il cruciverba», e «No, dai, Bartezzaghi è troppo difficile», oppure «Non vale, ti stai facendo aiutare».

Poi il decollo. Sì, anche in aereo, e qualche volta in nave. Ma in treno soprattutto, per l’Italia in lungo e in largo. Compagna di viaggio più di un libro, in gara solo con il panorama. Per anni di viaggi, prima essenzialmente leisure. Poi anche business.

In qualche occasione è approdata addirittura alle fiere del turismo: in partenza da Roma, sul treno per Milano, Napoli o Rimini. Quando si tratta di esplorare lei non si tira mai indietro. Tanto da essere entrata a far parte di un personalissimo rituale di viaggio.

La Settimana Enigmistica pare abbia sempre saputo quale sarebbe stato il suo destino. Tanto da prevedere la rubrica fissa – sempre parole crociate – “Una gita a…?” e foto a corredo della destinazione.

Claudia Ceci

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