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Mauritius da bere, quattro itinerari alla scoperta dell’isola del rum

Un viaggio a Mauritius non è completo senza un assaggio di rum, una delle specialità da provare nella destinazione che è stata confermata tra i corridoi turistici dove poter viaggiare dall’Italia. Questo distillato viene prodotto in vari punti dell’isola e spesso la degustazione si accompagna alla scoperta di storia, cultura e paesaggi.

Chi desidera includere quindi nel proprio itinerario di viaggio a Mauritius una o più gite dedicate al distillato può scegliere tra diverse opzioni. Ecco quattro escursioni per partire alla scoperta di tutti i segreti del rum.

Una prima tappa può essere il Domaine de Labourdonnais, che conserva un gioiello del patrimonio mauriziano, il castello di Labourdonnais. L’edificio è stato costruito nel 1856 ed è circondato da un ampio giardino, dove è possibile avvistare tartarughe giganti, e frutteti, da cui vengono raccolte le materie prime per la produzione di prelibatezze al 100% mauriziane. Oltre a marmellate, paste, e succhi di frutta, a Labourdonnais non può mancare il rum, realizzato in varietà bianca e ambrata dall’omonima distilleria. Tutti questi prodotti si possono degustare al termine della visita e acquistare nella boutique del castello. E ci si può fermare anche a pranzo presso il ristorante La Table du Château.

La nascita del rum si intreccia naturalmente anche con un altro simbolo di Mauritius, la canna da zucchero. Il distillato è tra i suoi derivati, e allora per seguirne il viaggio si può fare rotta sull’Aventure du Sucre, un museo interattivo ricavato dalla riconversione di un’antica fabbrica di zucchero. Si trova all’interno della tenuta di Beau Plan, vicino al Giardino Botanico di Pamplemousses. Lo shop del museo propone degustazioni e dispone di una sezione dedicata alla gamma House of New Grove, che propone rum ambrati, liquori esotici aromatizzati al caffè, vaniglia e miele e rum con zuccheri speciali (melassa, demerara e golden bakery).

Chamarel è invece una cittadina su un altopiano nota in particolare per tre siti di fascino paesaggistico e culturale: le terre dei Sette Colori di Chamarel, curiosa traccia dell’origine vulcanica e della storia geologica dell’isola, le cascate che sgorgano da 83 metri di altezza e la distilleria. La Rhumerie de Chamarel, fiancheggiata da piantagioni, è una delle poche ancora in attività a coltivare la propria canna da zucchero. La raccolta viene effettuata a mano tra luglio e dicembre e il trasporto in distilleria avviene entro 4 ore.

Infine, si può visitare il Domaine de Sainte Aubin, dimora coloniale del XIX secolo, in origine abitata dei proprietari della piantagione, fu costruita utilizzando legno proveniente da navi demolite. Negli anni Settanta venne poi spostata di qualche centinaio di metri, dove si trova attualmente, a causa del rumore della fabbrica in cui veniva
lavorata la canna da zucchero. Negli anni Novanta fu oggetto di un importante restauro e venne trasformata in un caratteristico ristorante di specialità locali, table d’hôte. Offre inoltre un percorso botanico, con serre di anthurium, una maison de la vanille e una Maison du rhum, dove scoprire e assaporare i segreti della distillazione di un rum agricolo: il Saint Aubin 1819.

Redazione

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