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Come si viaggerà nel 2040? Dai robot ai weekend sulla luna

Come viaggeremo tra vent’anni? Che impatto avranno le tecnologie sulle nostre vacanze e sul modo di organizzarle? Le risposte emergono dall’ultima indagine di eDreams, che non ha consultato la palla di cristallo, bensì ha chiesto a 10.000 viaggiatori, tra europei e americani, come sarà l’esperienza di viaggio tra 20 anni.

Tutti indistintamente sognano spostamenti senza stress, veloci e assistiti da robot, incaricati di organizzare e gestire ogni aspetto della vacanza, a cominciare dalla fase pre-partenza.

Tra gli italiani, in particolare, prevale la voglia di viaggi senza ansie da organizzazione e il sogno di liberarsi della scocciatura di dover fare la valigia, stampando i vestiti e l’occorrente direttamente a destinazione, grazie alle stampanti 3D (29%), un desiderio condiviso anche dai giovanissimi (18-24 anni), i più fiduciosi nell’innovazione tecnologica, che sperano di viaggiare tra vent’anni assistiti dagli automi nei loro viaggi (39%).

Sul piano pratico, il 54% dei nostri connazionali auspica in futuro la velocizzazione e lo snellimento delle file per il controllo passaporti, ma anche strumenti che semplifichino questioni spinose come la ricerca di posti dove mangiare o consigli su musei e attrazioni, grazie a guide di viaggio personalizzate e futuristiche.

Per quanto riguarda gli aerei del futuro, gli italiani sperano che siano innanzitutto più veloci (55%), a zero emissioni perché elettrici (32%), dotati di wi-fi e servizi di streaming (50%), ma soprattutto più comodi, equipaggiati con open space, sala cinema e sala giochi, in pieno stile nave da crociera (35%) e comodi letti in tutte le classi (37%). Un desiderio, questo, condiviso anche dai viaggiatori tra i 18 e i 24 anni con il 38% delle preferenze.

C’è poi anche chi sogna in grande, sperando nella possibilità di fare viaggi nello spazio, o almeno qualche weekend sulla luna, da cui ammirare il tramonto della terra all’orizzonte. Il 53% degli italiani intervistati crede, infatti, che nel futuro viaggiare nello spazio non sarà più prerogativa degli astronauti, ma alla portata di tutti i viaggiatori.

Tornando con i piedi per terra, una volta arrivati a destinazione, i nostri connazionali hanno due priorità. La prima è liberarsi dell’incubo delle lingue straniere: il 66% spera che la tecnologia possa supportare eventuali carenze linguistiche con strumenti all’avanguardia di traduzione simultanea.

L’altro desiderio è abbandonare cellulare e macchina fotografica per un’esperienza più immersiva nei ricordi delle vacanze. Secondo il 69% degli italiani, la realtà virtuale sarà il nuovo modo per immortalare vacanze indimenticabili. Fra 20 anni, una volta tornati a casa, potremo rivivere attraverso i visori VR esperienze come la passeggiata a dorso di cammello davanti alle Piramidi o le immersioni lungo la Barriera Corallina, e condividerle con i nostri amici.

Maria Grazia Casella

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