LGBT TRAVEL

“Chiamami con il tuo nome”, cine turismo in bici a Crema

Quando il viaggio è da grande schermo. Siamo al secondo appuntamento con la rubrica realizzata in collaborazione con Aitgl, ente italiano turismo lgbtq+, una partnership che arricchisce il canale Lgbt Travel di ViaggiOff, e oggi vi portiamo a scoprire Crema e dintorni grazie a un film amato.

Il turismo di prossimità ha un grande successo, ma nessuno avrebbe mai potuto pensare che Crema potesse diventare un attrattore di turismo internazionale e non solo per i suoi famosi tortelli. Tutto merito del film di Luca Guadagnino, siciliano vissuto in Etiopia e catapultato sul podio dell’Oscar, da cui uscirà vittorioso per la narrazione di un amore gay nato, appunto, nel territorio di Crema.

Parliamo di “Chiamami con il tuo nome”. Benché noi italiani siamo abituati a vedere percorsi nella meraviglia, all’estero, la bellezza del nostro Paese, ma soprattutto il nostro modo di vivere, colpiscono l’immaginario in modo indelebile, tanto che ancora oggi, a anni di distanza, il tour nel solco dei luoghi del film è ancora molto apprezzato dai turisti Lgbt+ soprattutto negli Usa.

“Chiamami con il tuo nome” è subito divenuto un itinerario Lgbtq+ su cui anche il Comune di Crema ha saputo investire. Tour operator lungimiranti hanno associato a questo pacchetto di nicchia altri tour nella Milano dello shopping, o tra le storiche strade della bellissima Bergamo alta, o ancora sul lago di Garda a godersi il benessere dei numerosi hotel Spa.

Fulcro del viaggio restano comunque i luoghi inediti di questa storia semplice, come può esserlo il primo amore che viene ritratto tra Elio ed Oliver, dapprima solo amici, poi attratti l’uno dall’altro. I due crescono in questi luoghi tra spensieratezza e paure colpendo al cuore lo spettatore con cui inevitabilmente scatta un processo di identificazione, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale perché “l’amore è amore”.

Dunque Crema e il suo territorio sono stati eletti a luoghi della spensieratezza, delle emozioni: “sono raccontati come i luoghi dell’amore autentico, della giovinezza, ma anche del disinganno e della solitudine, delle emozioni che costellano la crescita dell’individuo” raccontava al lancio dell’itinerario internazionale alla Bit di qualche anno fa Emanuela Nichetti, assessore Cultura, Turismo e Pari opportunità Comune di Crema.

Chiamami con il tuo nome, una scena del film

Il tour si snoda tra i sentieri sterrati che portano a Farinate ed a Ricengo, percorribili in bicicletta come i protagonisti del film. Si arriva poi  a Capralba, ai Fontanili di Quarantina, il nascondiglio di Elio, luogo in cui trascorreva le sue giornate a leggere libri e luogo in cui i due ragazzi si scambiano il primo bacio.

Imperdibile la tappa al “Laghetto dei Riflessi”, un posto d’incanto, magico, un parco naturale per la tutela degli uccelli, Infine a Moscazzano si trova la villa dei genitori di Elio, e si conclude a Pandino e Montodine sempre raggiungibili in bicicletta da Crema.

È consigliabile affrontare l’itinerario, come i protagonisti, in bicicletta, perché è un elemento della cultura agricola locale; da sempre è il mezzo di spostamento nella Pianura Padana, tanto che, ancora oggi, numerose cascine sono collegate solo da strade sterrate e ci si può immergere meglio nel paesaggio e capire le persone, la natura.

Non mancano nel tour tappe in luoghi dell’arte. Crema è ricca di storia. Bellissima la Piazza del Duomo, risalente ad epoca romana, poi fortificata durante l’annessione a Venezia ( da cui derivano alcuni usi, etimi e tracce nelle tradizioni enogastronomiche). Il centro storico è un piccolo gioiello dove i protagonisti del film si scoprono assieme all’architettura degli antichi palazzi. E poi da visitare sono anche i portici del palazzo municipale, la facciata rinascimentale del Teatro San Domenico, il Convento di Sant’Agostino con il suo chiostro ed i due cortili che portano al Refettorio, la Basilica di Santa Maria della Croce, il Palazzo Terni-De Gregori e le Mura Veneziane che raccolgono tutto questo insieme. Quindi, non solo l’Oscar porta i turisti qui, ma anche l’anelito a questi piccoli paradisi italiani, dove la vita rallenta i propri ritmi e concede tempo all’umanità per ascoltarsi.

Letizia Strambi

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