Stiamo parlando del Planet Word, la prima struttura di questo tipo a poter essere vissuta e goduta “con la voce”. L’interazione vocale dei visitatori sarà fondamentale per approfondire e scoprire il patrimonio linguistico scritto e parlato del pianeta. Proprio nell’epoca degli assistenti digitali e del prepotente ritorno dell’oralità che inonda social media e chat.
Planet Word si articola in ben undici gallerie immersive. In una, per esempio, i visitatori possono “dipingere” una scena usando le parole per variare i paesaggi intorno a loro. In un’altra, segnata da un enorme muro di oltre mille parole tridimensionali lungo quasi sette metri, i singoli termini risponderanno ai comandi vocali, raccontando la propria storia etimologica. Cioè il modo in cui sono nati e penetrati nel lessico inglese.
Il museo affronta tutte le culture internazionali: un enorme mappamondo allestito con 5mila luci a Led sfiderà i visitatori in una serie di quiz basati sugli idiomi di dozzine di popolazioni da ogni angolo del mondo, inclusi due tipi di lingua dei segni.
Non mancano neanche il karaoke o la possibilità di testare le proprie capacità retoriche interpretando uno dei tanti discorsi celebri che hanno fatto la storia, come quello in cui John Fitzgerald Kennedy invitava gli americani a chiedersi cosa potessero fare loro per gli Stati Uniti e non il paese per loro (era il discorso d’insediamento del 20 gennaio 1961) o quello di Martin Luther King tenuto il 28 agosto 1963 davanti al Lincoln Memorial al termine della marcia su Washington per i diritti civili.
Quasi 5mila mq ospitati dai cinque piani della Franklin School, fra i primi istituti pubblici della città: le undici gallerie sono progettate per educare e divertire i visitatori all’arte del linguaggio nelle diverse sfumature, da quella antropologica a quella retorica, dalla lingua scritta a quella parlata o anche cantata.
Le esposizioni sono arricchite da un calendario di eventi che approfondiscono, di mese in mese, aspetti sempre diversi delle nostre opere d’arte forse più stravolgenti: la lingua e i suoi codici. L’aspetto interessante è che questi eventi, almeno per ora, sono online e gratuiti. Si va dai poeti nigeriani ai cantanti hip hop iracheni, da street artist tedeschi e messicani fino ai comici africani o losangelini: ciascuno racconterà a “Divercities”, questo il nome del programma, il suo rapporto con la lingua materna e con quelle straniere.
Eredità zulu, tradizioni Cape Malay e tecniche moderne fanno del Sudafrica una delle frontiere più…
In occasione della Giornata della Felicità (20 marzo) le Dolomiti, ed in particolare Bressanone e…
Con l’arrivo della primavera torna uno degli appuntamenti che dà il benvenuto alla bella stagione…
Un paradiso di biodiversità: il Friuli, grazie alla Carnia incuneata con le sue verdi vallate…
A tutta natura selvaggia: per un viaggio di scoperta in Danimarca si può fare rotta…
Highlander Adventure debutta nel nostro Paese: al 5 al 7 giugno 2026 arriva la prima…