A rivelare questa nuova scoperta in una delle sette meraviglie del mondo antico è stato lo ScanPyramids Project, un progetto internazionale in corso dal 2015 e che è focalizzato sull’analisi della struttura interna delle grandi piramidi della IV dinastia (2620-2500 a.C. circa) nei siti di Dahshur e Giza, a sud del Cairo.
Con l’obiettivo proprio di scovare corridoi o camere ancora sconosciuti è al lavoro un team internazionale di esperti egiziani ma anche francesi, canadesi, giapponesi e tedeschi, coordinati dalla facoltà d’Ingegneria dell’Università del Cairo e dall’Hip.institute (Heritage, Innovation and Preservation) francese. Per scoprire il corridoio della piramide di Cheope sono state utilizzare diverse avanzate tecnologie, tra cui termografia a infrarossi, georadar e simulazioni 3D.
Il corridoio individuato sarebbe una struttura lunga 9 metri, larga 2,10 e alta 2 e si nasconde dietro l’entrata principale, sulla facciata settentrionale della piramide.
Non è ancora chiaro quale fosse la funzione di questo corridoio, potrebbe infatti trattarsi semplicemente di un sistema per ridurre il peso che grava sul passaggio sottostante, oppure addirittura di una via d’accesso alla stanza di sepoltura del faraone Cheope, ipotesi avanzata da Hawass e che se confermata, oltre che suggestiva sarebbe naturalmente di grande portata, dal punto di vista storico ma non solo, per quella che è la più antica e la più grande delle piramidi di Giza.
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