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Al campo da golf ci pensano le pecore: accade al Barceló Montecastillo (Cadice)

C’è un luogo in Spagna dove il verde di un campo da golf ha dei custodi decisamente insoliti, ma che con il green – anche se non quello di mazze e palline – hanno una certa dimestichezza. Si tratta del Barceló Montecastillo Golf, in provincia di Cadice.

Qui sono infatti le pecore locali ad occuparsi del mantenimento del campo da golf. Attento alla salvaguardia dell’ambiente, Barceló Montecastillo Golf  si trova nel cuore dell’Andalusia, a mezz’ora da alcune delle spiagge più belle della Baia di Cadice. Questo resort conta su un campo da golf a 18 buche, progettato da Jack Nicklaus.

E oggi, in linea con la strategia Esg Barceló ReGen (la strategia di Barceló Hotel Group che contribuisce a uno sviluppo più equo dell’economia locale sostenendo lo sviluppo umano, economico e sociale della zona) Barceló Montecastillo Golf presenta questa singolare nuova iniziativa per la cura dei suoi prati: l’utilizzo di pecore come greenkeeper naturali del manto erboso.

Seguendo l’esempio del Royal and Ancient Golf Club of St Andrews, in Scozia, che utilizza pecore autoctone che rendono quasi superflui i tosaerba e persino i fertilizzanti, Barceló Montecastillo Golf ha liberato un gregge di oltre 50 pecore Manchego-Sud che rosicchiano l’erba e mantengono il campo di 6.456 metri curato e pulito.

Con l’aiuto di Pepe, il pastore, le pecore, che sono animali transumanti, spostandosi nelle aree che limitano il green riescono a eliminare le erbacce alte e a mantenere i prati in condizioni ottimali, non interrompendo il gioco dei golfisti che godono della compagnia di questi insoliti compagni di buca.

Barceló Montecastillo Golf & Sport Resort è un hotel 5 stelle con un castello del XIX secolo situato nella periferia di Jerez de la Frontera, vicino al famoso Autodromo, a mezz’ora dalla spiaggia e a 10 minuti dall’aeroporto della città.
Conta 124 camere e 38 ville.

L’hotel, inoltre, è partner della Strada del vino e del brandy di Jerez per chi voglia praticare turismo enologico.

Redazione

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