ART&CULTURE

Viaggiare in poltrona, il regalo di Lonely Planet

“Travelling without moving”, recitava il titolo di un album di Jamiroquai negli anni Novanta. Ed è quello che in fondo ci stiamo abituando a fare in questi giorni di quarantena, senza però perdere l’ottimismo al ritmo di #iorestoacasa. Tanto che è scesa in campo anche la casa editrice globetrotter per eccellenza, Lonely Planet.

Come? Mettendo a disposizione, gratuitamente sul proprio sito da scaricare in pdf, la “guida” Viaggiare in poltrona, ovvero una raccolta di 500 film, libri, musiche che ci portano in giro per il mondo da uno schermo, una pagina o attraverso le note.

Viaggiare in poltrona, Lonely Planet

Perché molto spesso arriva proprio da lì l’ispirazione a un nuovo viaggio. Dalla Cuba di Ernest Hemingway ne Il Vecchio e il mare all’Islanda di Björk, dai deserti, protagonisti di pellicole diversissime tra loro come Zabriskie Point, Lawrence d’Arabia o Priscilla, dalla New York regina di film e romanzi ai mari del sud che hanno segnato il debutto di Corto Maltese in Una ballata del mare salato.

Senza dimenticare i super classici del reportage, come In Patagonia di Bruce Chatwin, e se i tempi non sono più forse quelli dei grandi esploratori non mancano di certo gli scrittori-viaggiatori da amare oggi, in primis il “nostro” Paolo Rumiz.

Tutto questo trova spazio nelle pagine di questa guida inconsueta, attraverso cui si può viaggiare per temi (musica classica, road movie, fumetti di viaggio…), e destinazioni (dagli Usa alla Thailandia, alla nostra Roma).

E nell’introduzione viene svelata una curiosità, che qui vi raccontiamo: nel 1973, di ritorno dal viaggio della vita da Londra a Melbourne, Tony e Maureen Wheeler trovarono ispirazione per il nome della nuova casa editrice proprio nei versi di una canzone, Space Captain di Joe Cocker, che inizia così: «Once while travelling across the sky, This lovely planet caught my eye…». E “lovely” diventò il “lonely” che tutti conosciamo.

Mariangela Traficante

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