Ecco quindi che per vivere nella maniera più autentica una giornata d’inverno nella città altoatesina la si può raccontare attraverso sei sguardi diversi – dal forno che si accende prima dell’alba alla quiete della biblioteca, fino alla Plose che si prepara al giorno. Un racconto intimo, concreto, lontano dai cliché stagionali. Una giornata a Bressanone seguendo i gesti quotidiani di chi lavora per conservare le tipicità e l’accoglienza della destinazione: un intreccio di vite che all’alba, nel bosco, tra scaffali, piste e chiostri, che danno forma a un inverno che non ha bisogno di alzare la voce. Questa è la giornata.
Alle 5: Benjamin Profanter, il pane che anticipa la luce, con le sue mani di farina e i suoi occhi attenti che seguono l’impasto come fosse un racconto. È il primo respiro caldo della giornata. Fuori il freddo è vetro, dentro tutto profuma di attesa. L’inverno, qui, deve ancora accadere — ma il pane lo sa già.
All’alba: Maria Fink, che “pettina” la Plose con il suo gatto delle nevi Il cielo passa lentamente dal blu al rosa, quasi avesse paura di rompere il silenzio. Guida tra pendii e creste, ed è l’unica donna battipiste del comprensorio sciistico. Ogni suo passaggio è una carezza larga e lenta sulla neve. Poi tornerà selvaggia.
A metà mattina: Max Röck accompagna il suo gruppo su sentieri che sembrano nati quella notte. La neve scricchiola piano, gli abeti intorno, il sole tra i rami. Lontano dal rumore della stagione, l’inverno qui diventa una lente: ingrandisce il silenzio, avvicina le distanze, rivela ciò che resta quando il superfluo si scioglie.
In città: Bruno Kaser è il custode della quiete luminosa. Nella Biblioteca Civica cammina tra scaffali che sanno di legno e di storie, sistema un volume, saluta un lettore che arriva infreddolito. Ci sono luoghi che accolgono: questa biblioteca è uno di quelli.
Nel pomeriggio: il dottor Hanns-Paul Ties, l’eco dei secoli a Novacella All’Abbazia di Novacella attraversa il chiostro con i suoi appunti, mentre il vento sfiora i muretti antichi. Nel museo controlla una teca, annota una data, riconsidera un dettaglio. Quasi nove secoli di storia gli camminano accanto. Non fa rumore, la storia — ma non dorme mai.
E poi la giornata si può concludere passeggiando sotto i portici come chi, del posto, conosce il ritmo della città: cammina con passo corto, il fiato che si dissolve nell’aria grigia. Si ferma a guardare una vetrina, accarezza la pietra tiepida. Non ha fretta. L’inverno, qui, non si corre. Ci si lascia semplicemente attraversare dalla sua calma.
Arriva la prima competizione di padel firmata Club Med, pioniere delle vacanze Premium All Inclusive…
"Gotta Catch 'Em All": in Giappone è sempre Pokemon mania, ora più che mai: il…
A Vicenza nasce Dino Camp, un experience park al coperto per immergersi nell’avvincente mondo dei…
Nel cuore delle Dolomiti, lontano dai flussi turistici più battuti della Val Badia, esiste un…
Balli e intrighi dell'alta società, moda Regency, eleganti salotti londinesi e sontuose tenute di campagna:…
Dai paesaggi vulcanici del Massiccio Centrale francese alle valli scavate dai ghiacciai in Canada fino…