ART&CULTURE

Roma, riapre al pubblico la Domus Tiberiana dopo 50 anni di chiusura

Era stato il primo vero palazzo imperiale dell’antica Roma, avrebbe dovuto riaprire al pubblico nel 2021, ma lo stop forzato della pandemia e la necessità di cautele nei confronti degli scavi hanno fatto slittare questo momento, che ora è finalmente arrivato.

Parliamo della Domus Tiberiana, che dopo cinquant’anni di chiusura ha appena riaperto le sue porte ed è pronta ad accogliere i visitatori, andando così ad arricchire ulteriormente il Parco Archeologico del Colosseo.

La maestosa residenza si affaccia infatti con le due grandi arcate sul Foro Romano. Si tratta del palazzo imperiale costruito da Nerone e ampliato da Domiziano e Adriano, e con la sua riapertura viene ripristinata la connessione che c’era in origine tra il Foro Romano e il Palatino, attraverso la rampa di Domiziano e gli Horti Farnesiani. Questo permetterà ai visitatori di ripercorrere le orme dell’imperatore Tiberio, sullo stesso cammino da lui compiuto attraverso la via coperta, il Clivo della Vittoria, per raggiungere la sua residenza privata.

La Domus Tiberiana è il primo vero e proprio palazzo imperiale, Eretta sul versante nord-occidentale del colle Palatino nel I sec. d.C., oltre alla parte residenziale la Domus Tiberiana comprendeva giardini, luoghi di culto, ambienti destinati alla guardia pretoriana a tutela dell’Imperatore, e un quartiere di servizi rivolto verso il Foro.

Voluto da Nerone, il palazzo subì poi nel corso dei secoli successivi diverse modifiche e ampliamenti in particolare sotto gli imperatori Domiziano (81-96 d.C.) e Adriano (117-138 d.C.), fino a raggiungere un’estensione di circa 4 ettari. Nel VII secolo divenne sede pontificia per volere di Giovanni VII. Un’altra importante tappa nella sua storia millenaria fu la metà del XVI secolo quando, dopo secoli di abbandono, la famiglia Farnese decise di creare sulle sue terrazze il giardino di delizie racchiuso nei cosiddetti Horti Farnesiani.

Da adesso in poi chi visiterà la Domus Tiberiana, oltre che ammirarne la struttura, potrà attraversare una serie di sale espositive, dove sono in mostra reperti come monete, lucerne, anfore, creazioni in terracotta e affreschi. Frammenti della vita di tutti i giorni che restituiscono una chiara immagine della vita degli imperatori nel palazzo. A disposizione ci sono anche due sale multimediali e un percorso tattile.

Il titolo scelto per il nuovo allestimento museale, a cura di Alfonsina Russo, Maria Grazia Filetici, Martina Almonte e Fulvio Coletti, è “Imago Imperii” ed è reso ancora più suggestivo dalla nuova illuminazione della Domus Tiberiana.

Mariangela Traficante

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