Tra chi si prende un momento di riflessione prima del decollo dell’aereo sperando che tutto vada bene e chi si autoproclama collezionista di campioncini di shampoo e balsamo in hotel, ogni viaggiatore ha le sue stranezze. Questo è quanto emerge da un sondaggio di eDreams, tra le principali agenzie di viaggi online in Europa, che ha indagato le abitudini di viaggio più curiose di italiani e stranieri, creando un vero e proprio osservatorio dei gesti scaramantici e delle abitudini insolite che caratterizzano i viaggiatori nel mondo.
Secondo i dati di eDreams, il 15% degli italiani ammette di prendersi un momento di raccoglimento per sperare che tutto vada bene prima che l’aereo decolli o atterri, mentre il 12% è ufficialmente superstizioso e ammette di portare sempre con sé un oggetto “fortunato”. Anche una volta arrivati a destinazione gli italiani non rinunciano a piccoli rituali personali: dopo il check-in in camera, il 31% sceglie la via del relax e si sdraia sul letto, mentre il 24% passa in rassegna ogni dettaglio della stanza come un detective in un romanzo giallo, per il 22% invece la prima cosa da fare è disfare la valigia e sistemare i propri oggetti nei cassetti come se pianificasse di trasferirsi. E a proposito di oggetti, secondo il galateo degli italiani i prodotti da bagno vanno tassativamente utilizzati durante il soggiorno – un’opinione condivisa dal 44% degli intervistati. Tra chi sceglie, invece, di portarli a casa, il 18% teme che vengano buttati via dopo il check-out mentre il 17% sostiene di averli pagati e di poterne quindi usufruire anche dopo il soggiorno. La pensa diversamente il 15% dei connazionali, secondo cui appropriarsi del set di cortesia è una specie di “furto”.
Non tutti gli italiani condividono gli stessi riti scaramantici: dai dati emergono sfumature generazionali e di genere piuttosto marcate. In particolare, la Generazione Z e le donne si rivelano quelle con più rituali di rassicurazione: il 20% della fascia 18-24 anni e il 16% delle donne in aereo manifesta il buon esito del volo, mentre il 23% dei giovani e il 13% delle donne porta con sé un oggetto portafortuna. A evitare i numeri “sfortunati” il 13% della fascia 18-24 anni, mentre il 10% dei 25-34enni è più propenso a salire a bordo rigorosamente con il piede destro. Al contrario, over 65 (61%) e uomini (45%) affrontano il viaggio con maggiore razionalità, lasciando superstizioni e rituali scaramantici a casa. Una volta raggiunto l’hotel, le differenze si fanno più comportamentali: ad eccezione degli over 65 che si accingono a disfare la valigia non appena mettono piede in stanza (39%), la maggior parte dei viaggiatori, guidata dalla Gen Z (40%) e dagli uomini (33%), preferisce rilassarsi a letto. L’ispezione della stanza è un’abitudine prediletta soprattutto dalla fascia 45-54 (28%) e dalle donne (28%), mentre i giovani tra i 25 e i 34 anni (21%) sono i più propensi a immortalare la stanza prima ancora di toccare un cuscino. Anche davanti al set di cortesia dell’hotel le abitudini si dividono: over 65 (55%) e donne (45%) tendono a utilizzarli sul posto, mentre nella fascia 25-34 anni prevale l’idea di portarli via sia per evitare gli sprechi (25%) sia perché li hanno pagati (21%) oppure la decisione di lasciarli in stanza (22%). Tra le due metà del cielo, gli uomini tendono a lasciarli in stanza, evitando quello che per il 20% sarebbe un piccolo “furto d’hotel”.
Allargando lo sguardo oltre i confini nazionali, si osserva un quadro variegato di abitudini e stranezze in viaggio. Gli statunitensi sono quelli che fanno più affidamento su rituali e pratiche personali: sono i più propensi a “sperare” che l’aereo parta e atterri (37%), portare con sé un oggetto fortunato (12% a pari merito con i rispondenti del Belpaese) ed evitare i numeri sfortunati (10%). Fedeli al rituale del “piede giusto” sono soprattutto portoghesi (9%) e britannici (7%), mentre tra i meno superstiziosi spiccano francesi (46%) e tedeschi (46%). E che fare con il set di cortesia? Le risposte sono diverse: spagnoli e tedeschi (64%) consumano i prodotti durante il soggiorno. Tra chi sceglie di non utilizzarli, una buona percentuale di viaggiatori opta per portarli a casa per evitare sprechi (18% degli italiani) o per questioni di principio (18% degli statunitensi), mentre tedeschi (17%) e francesi (16%) preferiscono lasciarli lì, considerandoli proprietà dell’hotel.
A tutta natura selvaggia: per un viaggio di scoperta in Danimarca si può fare rotta…
Highlander Adventure debutta nel nostro Paese: al 5 al 7 giugno 2026 arriva la prima…
L’edizione 2026 della Tirreno-Adriatico accende i riflettori internazionali sulle Marche: colline, borghi storici e strade…
Si chiama The Antwerp Six la mostra che racconta la rivoluzione della moda belga ad…
Il 17 marzo l'Irlanda celebra il suo patrono, San Patrizio, in una festa che in…
La primavera in Giappone ha il suo simbolo indiscusso: il sakura, il fiore di ciliegio.…