L’attesa di sette mesi gli ha permesso di concludere il viaggio in Perù a Machu Picchu, la città degli Inca che si trova sulle Ande a 2430 metri sul livello del mare. Infatti, le autorità hanno riaperto il sito archeologico solo per lui.
Come ha ricostruito il New York Times, il primo a darne notizia, il turista aveva prenotato l’ingresso al sito patrimonio dell’Unesco per il 16 marzo, il giorno in cui i monumenti del Perù sono stati chiusi a causa del coronavirus.
Katayama ha scelto di non saltare su uno degli aerei per il rimpatrio dei giapponesi, ma di passare il lockdown in Perù, facendo yoga e allenandosi con la boxe. In breve il suo caso è diventato famoso, al punto da smuovere addirittura il Ministro della cultura, Alejandro Neyra, che ha spiegato di aver accordato al 26enne un pass speciale per ringraziarlo della sua pazienza. Così Jesse Katayama ha potuto, finalmente, entrare nel regno Inca che tanto aveva sognato.
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