TRAVEL DIFFERENT

L’abc della barca a vela: come cazzare la randa senza vergognarsi

Cazzare la randa, tirare dentro la mutanda, fare una strambata, regolare il paterazzo e legarsi al corpo morto. Nessun insulto, anzi. In barca a vela queste sono espressioni marinaresche da veri esperti. Proviamo ad addentrarci in questo mondo nella rubrica #FuoriRotta.

Parliamo spesso di turismo esperienziale, e quale modo migliore per metterlo in pratica se non salire su una barca a vela conoscendo già il gergo tecnico dei marinai. L’idea è di Click&Boat, portale di noleggio barche, che propone un mini glossario per entrare in sintonia con la vacanza più di tendenza del 2021 ben prima di salire in barca.

Chi sceglie questo tipo di viaggio per la prima volta difficilmente masticherà il lessico dei velisti. Ma anche se si parte con lo skipper, mettersi in gioco può rappresentare un divertimento in più.

Ed ecco alcune espressioni tipiche, con termini inusuali da poter imparare:

Cazzare la randa: sta per “tirare” in riferimento, per esempio, a una scotta (cavo che serve a fissare allo scafo la parte inferiore di una vela) per manovrare una vela. Così può accadere che il capitano ordini di “cazzare la randa”, ovvero di issare la vela centrale. Il suo opposto? “Lascare la randa”, senza la “i”.

Tirare dentro la mutanda: si utilizza quando il fiocco (vela che sta a prua) rimane bloccato sulla battagliola (ringhiera) e serve che qualcuno vada a spostarlo manualmente.

Fare una strambata: nessun comportamento inusuale all’orizzonte, indica solo il cambio di andatura; se fatta volontariamente sarà tutto sotto controllo, altrimenti è bene avere a portata di mano il giubbotto salvagente

Regolare il paterazzo: significa sistemare la cima che collega la testa d’albero con la poppa, ma generalmente se ne occupa lo skipper o l’equipaggio.

Legarsi al corpo morto: nessun cadavere, ma una tipica espressione che viene pronunciata in fase di ancoraggio; si tratta di un oggetto pesante (spesso blocchi di cemento) utilizzato come ancoraggio sul fondo.

Claudia Ceci

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