In quell’occasione Haring aveva dipinto su una parete del convento di S. Antonio il celebre murales Tuttomondo, e di questo racconterà la mostra ma anche di tutta la sua carriera e il suo percorso artistico. La mostra “Keith Haring”, a Palazzo Blu di Pisa, visitabile fino al 17 aprile 2022, è stata realizzata dalla Fondazione Pisa in collaborazione con MondoMostre e con la partecipazione della Nakamura Keith Haring Collection, che permetterà di esporre per la prima volta in Europa una selezione di opere, oltre 170, provenienti appunto da questa collezione personale di Kazuo Nakamura che si trova nel museo dedicato all’artista in Giappone.
Sfilano opere che vanno dai primi lavori fino agli ultimi. Ci sono diverse serie complete, come Apocalypse (1988), Flowers, (1990) e disegni, sculture e grandi opere su tela come Untitled (1985), in una carrellata sulla pop art degli anni Ottanta. Un viaggio anche nella New York di quegli anni, creativa ma anche difficile tra droghe, violenza e discriminazioni, la stessa metropoli dove Keith Haring morì nel 1990 per complicazioni legate all’Aids.
Sono nove le sezioni della mostra, dagli inizi ispirati dai graffiti visti in metropolitana a New York, ai colori fluo, ai celebri omini e ai simboli che possono essere considerati quasi dei precursori degli odierni emoji.
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