La classifica dei top 50 viene stilata grazie al contributo di un migliaio di esperti del settore, dagli chef ai giornalisti gastronomici. E gli italiani? Il primo fa ingresso alla posizione 15, è Lido 84 a Gardone Riviera, in provincia di Brescia, con lo chef Riccardo Camanini, che si è anche aggiudicato il premio di Highest New Entry Award. Seguendo, al numero 18 si trova Piazza Duomo (Alba, provincia di Cuneo) guidato dallo chef Enrico Crippa, al 26simo posto si piazza Le Calandre di Rubano (Padova), con lo chef Massimiliano Alajmo. Per chiudere il poker di italiani scendiamo al numero 29, conquistato da Reale di Castel di Sangro (L’Aquila), guidato dallo chef Niko Romito.
Il potere nordico si esprime invece anche con il secondo posto del Geranium, altro indirizzo gourmet di Copenhagen, mentre al terzo posto si è affermato Asador Extebarri, di Atxondo, Paesi Baschi.
Quali sono state le carte vincenti del celebre Noma di Copenhagen? Sicuramente l’idea, dello chef Redzepi e del suo team, di puntare su un menù assolutamente stagionale, che è suddiviso in tre “periodi“, una stagione di selvaggina, funghi e prodotti dal “bosco” da settembre a dicembre, la stagione dell’oceano, pesca e frutti di mare da gennaio a maggio e infine quella di verdure e prodotti estivi nella bella stagione.
Il ristorante danese sale al primo posto cogliendo il testimone dal francese Mirazur, che era stato in cima alla classifica l’anno scorso. In totale, sono ventisei i Paesi che figurano in classifica, con Spagna e Usa a “guidarla” con sei ristoranti a testa presenti nella top 50.
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