ANOTHER ITALY

Estate senza digital detox: caccia al tesoro sull’app My Livigno

Questa estate a Livigno vale la pena fare uno strappo alla regola del “digital detox” in vacanza e assicurarsi di avere sempre con sé lo smartphone ben carico: sarà infatti un alleato prezioso per partecipare a Win the Wonder, una caccia al tesoro virtuale per scoprire anche gli angoli più nascosti del Piccolo Tibet.

La sfida fino al 26 settembre premia la voglia di esplorare, tra proposte active e fun accessibili a tutti e itinerari a piedi o in sella alle due ruote nel cuore delle Alpi italiane. In palio soggiorni invernali, gadget tecnologici e accessori per lo sport.

Si partecipa scaricando l’app My Livigno, disponibile su Apple Store e Google Play Store: dopo aver creato un account ed essersi registrati, nella sezione dedicata è possibile consultare la lista completa delle location da “conquistare”; una volta selezionata quella di interesse, basta recarsi sul posto e inquadrare il QR code dell’iniziativa. In questo modo ad ogni tappa della propria vacanza a Livigno, oltre ad arricchire il proprio bagaglio di conoscenze sulla località e i suoi dintorni – e la memoria dello smartphone di scatti indimenticabili – i giocatori accumulano punti in un portafoglio virtuale: maggiori sono i punti raccolti, maggiori le possibilità di vincere uno dei premi messi in palio dall’estrazione finale.

La lista delle location valide per partecipare al concorso include luoghi famosi come il Crap de la Paré, uno dei punti panoramici più instagrammati a sud del Lago di Livigno e raggiungibile con una facile passeggiata di circa 1 ora e 30 minuti dal centro del paese.

L’iniziativa mira ad incentivare anche la scoperta di luoghi e attrazioni meno noti e più isolati, che consentono di guadagnare un numero maggiore di punti. Ad esempio il Madonon, la statua della Madonna protettrice della montagna che si trova a circa 50 minuti dalla cima di Carosello 3000, o ancora il Laghetto di Luigion, l’Alpe Vago e il Sentiero d’Arte, più facili da raggiungere.

L’elenco include anche diversi Baitel, i tipici rifugi non gestiti dove fermarsi per una pausa rigenerante o bivaccare per la notte, come il Baitèl di Sc’taur, il Baitel de l’Ables e il Baitel da Plascianet. 

Andrea Lovelock

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