In tutta la Valle Isarco e in particolare a Bressanone il vino è il filo conduttore di un’offerta che unisce viticoltori, ristoratori, hotel e paesaggio.
La Valle Isarco è una delle aree vitivinicole più settentrionali d’Italia. I vigneti si sviluppano lungo pendii ripidi, dove il lavoro è ancora prevalentemente manuale e dove il clima alpino dona ai vini freschezza e una marcata mineralità. Tra tutti i vitigni, il Sylvaner è diventato negli ultimi anni il simbolo di questo territorio. Per valorizzarlo è nato il progetto “Il Sylvaner e la Valle Isarco“, un’iniziativa che mette in rete viticoltori, ristoratori e operatori turistici con un obiettivo comune: raccontare il vino non come semplice prodotto, ma come espressione di una cultura condivisa. Un progetto che dimostra come la collaborazione tra chi coltiva, cucina e accoglie possa rafforzare l’identità di un’intera destinazione.
Da questo progetto sono state realizzate offerte turistiche all’insegna dell’esperienza enogastronomica. Ecco qualche esempio:
Al Pacherhof, azienda vitivinicola e membro dei Vinum Hotels Alto Adige, gli ospiti vengono accompagnati tra i vigneti e nelle cantine storiche prima della degustazione. Tra le novità di quest’anno spicca Quota Mille, uno spumante metodo classico ottenuto da uve coltivate a mille metri di altitudine e affinato per 72 mesi sui lieviti.
Al Kuenhof, azienda biologica e biodinamica, le visite guidate raccontano il legame profondo tra clima, paesaggio e lavoro agricolo.
Al Griesserhof il percorso inizia sempre all’aperto, tra i filari. Prima ancora del primo assaggio si parla di terroir, di lavoro manuale e di qualità.
Anche il Taschlerhof apre regolarmente le porte della propria azienda con visite e degustazioni, mentre il Burgerhof Messner abbina la produzione vitivinicola all’ospitalità rurale: visite al maso, Buschenschank, degustazioni e appartamenti permettono agli ospiti di immergersi completamente nella vita del vigneto.
Al Hoandlhof, il vignaiolo Manni Nössing, tra i nomi più conosciuti della viticoltura altoatesina, propone degustazioni settimanali nella sua cantina, offrendo un incontro diretto con una filosofia produttiva che privilegia autenticità, carattere e forte identità territoriale.
Infine la Cantina dell’Abbazia di Novacella, custode di una storia vitivinicola lunga quasi nove secoli, dove oltre alle visite guidate e alle degustazioni, da quest’estate vengono proposti anche suggestivi picnic tra i vigneti, un modo nuovo per vivere il paesaggio del monastero gustando i vini della Cantina insieme a specialità regionali.
«I viaggiatori sono sempre più curiosi, aperti alla scoperta e consumano in modo più consapevole – osserva Teresa Pichler dell’Haller Suites & Restaurant – e che arrivino per escursioni, in bicicletta o per visitare il centro storico, i nostri ospiti apprezzano sempre di più i prodotti del territorio, il lavoro artigianale e gli incontri autentici con chi questo territorio lo vive ogni giorno».
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