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Ddl Zan, lo stop fa male al turismo. Virgili (Aitgl): «L’Italia è accoglienza»

Lo stop del Senato al Ddl Zan contro l’omotransfobia è un fatto grave non solo per i diritti civili, ma anche per l’economia e il turismo nel nostro Paese. Lo denuncia Alessio Virgili, presidente Aitgl, Associazione Italiana Turismo Gay & Lesbian e del comitato promotore della Convention Iglta in Italia.

«In qualità di presidente dell’Associazione Italiana Turismo Gay e Lesbian ancora una volta mi trovo a difendere il mio Paese in ambito internazionale vedendo bruciare anni di investimenti promozionali all’estero per far capire che l’Italia è un Paese sicuro e accogliente – spiega Virgili – La sicurezza, come dimostrano tutte le ricerche di mercato post pandemia, è oggi il primo bisogno in ambito turistico e non solo dal punto di vista sanitario. Per questo enti di promozione internazionale, istituti commerciali e di cultura, strutture diplomatiche, investono per far capire ai mercati mondiali che l’Italia è un luogo di accoglienza.

Purtroppo gli applausi in Senato hanno fatto il giro del mondo. Oltre a mortificare la comunità Lgbtq+ hanno avuto immediate conseguenze di immagine. Un’immagine su cui si investe per attrarre una domanda importante e iconica, che genera trend attrattivi per tantissime persone, anche al di fuori della comunità LGBT+, che vogliono sentirsi turisti in un paese libero, di tendenza, moderno e sicuro.

Il nostro censimento come Paese sul portale Equal Index, che dà uno specchio dei diritti e delle tutele per la comunità nei vari Paesi del mondo, ci vede tra quei pochi Stati in Occidente, ma soprattutto in Europa, che non tutelano le discriminazioni verso i cittadini Lgbtq+, e da ieri rischiamo uno slittamento ulteriore. Un’aggressione omofoba non può essere ridotta a “futili motivi” e questa legge era in primis un messaggio culturale. Recentemente abbiamo condannato, con Edge, Famiglie Arcobaleno e Polis Aperta, l’episodio discriminatorio a Linate, al controllo passaporti, dove una famiglia omogenitoriale è stata trattata come se avesse rapito i propri figli, e questo non deve più accadere. Abbiamo scritto al Prefetto affinché si attuino politiche di sensibilizzazione di chi opera negli aeroporti.

Ancora una volta con il nostro comitato scientifico Aitgl dove siedono le più grandi università, i rappresentanti dell’associazionismo aziendale italiani, dovrà rimboccarsi le maniche e ricominciare a cercare di convincere il mondo che non siamo dei barbari. Abbiamo lavorato duramente per anni al fine di ottenere che si svolga in Italia la più grande convention del mondo per il turismo Lgbtq+, la convention Iglta che sarà a Milano dal 26 al 29 ottobre prossimo e mi sembra che la strada per attrarre aziende e investimenti in questa occasione non sia proprio spianata».

Redazione

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