LIFESTYLE

“C’era un viaggio”, arrivano le t-shirt per viaggiatori seriali

La frase “Il mio tacco 12” campeggia con la figura di un’infradito, il motto “Il mio stellato” mostra il classico vassoio del pasto in aereo davanti a un oblò da cui si osserva il cielo. “Decollo ma non mollo” ci fa fare pace con uno slogan infausto qui ribaltato in maniera allegra.

Ecco alcuni esempi di cosa si può trovare sulle t-shirt di “C’era un viaggio” (payoff “vestiti al volo”), nate da di chi di turismo ci vive, e desiderava creare qualcosa per la community di viaggiatori, per lavoro e per passione. «Una t-shirt spiritosa, che racconti la nostra passione per i viaggi, tra giochi di parole simpatici, prese in giro di luoghi comuni e battute», lo spiega così l’ideatore Giovanni Zinnato, che di professione è area manager Lombardia e Svizzera per il tour operator Quality Group.

Giovanni Zinnato

L’idea è nata durante la pandemia, quando a viaggiare erano tanta creatività e fantasia e il mondo del turismo, costretto a una inattesa e improvvisa immobilità, ha cercato di rimboccarsi le maniche. «Ho ripreso la formazione con un master in social media management, competenze che poi riverso anche sotto forma di accademia per gli agenti di viaggio – racconta Giovanni -. Così è nato C’era un viaggio, con il desiderio di una denominazione che riconducesse al mondo del travel, e la voglia di utilizzare i social in maniera accurata».

E dal mondo virtuale a quello reale il passaggio è stato naturale, per chi per lavoro e passione è abituato a stare in mezzo alla gente e a girare il mondo. «Quello che ho sempre cercato di fare è raccontare il viaggio in maniera diversa e originale, da altri punti di vista e modi inediti. Avevo già in mente l’idea di creare delle t-shirt, ma avevo bisogno degli elementi giusti. Desideravo un prodotto di qualità che fosse anche al tempo stesso sostenibile».

E l’occasione arriva nell’incontro con Intrecci Milano, piccola maglieria artigianale. Loro ci hanno messi i filati di qualità, Giovanni la creatività, e così sono nate le magliette di C’era un viaggio, che strizzano l’occhio agli addetti ai lavori e ai viaggiatori seriali, con slogan che sembrano presi di volta in volta dagli scambi di battute tra chi per lavoro fa viaggiare gli altri – spunta sempre, e questo in ogni ambito, il fantomatico cugino che ti fa il lavoro gratis o quasi, immortalato in t-shirt con Mio cugino Icaro il volo l’ha pagato meno – ma che raccontano anche con ironia i piccoli e grandi piaceri di chi vive tra un aereo e l’altro, come il pasto a bordo che ti sembra la cena gourmet più buona del mondo quando stai volando diretto verso una nuova destinazione.

E questo vale anche per chi viaggia per passione, come la romantica Due cuori e un overwater che – scommettiamo – viaggia forte tra i novelli sposi in luna di miele – e la suggestiva Time Square, che sostituisce il rutilante e caotico incrocio newyorchese con le sedie intorno al fuoco di una serata africana, nata per supportare l’anti-bracconaggio e l’Associazione italiana esperti d’Africa.

C’è l’ironia, ma nelle intenzioni c’è anche la praticità, requisito essenziale per affrontare lunghe ore di viaggio: «Ci deve essere comfort, le t-shirt non hanno cuciture né etichette sul collo, per esempio. Sono in cotone organico e sono sostenibili sia dal punto di vista ambientale che sociale. Nella confezione infatti, oltre all’adesivo che ricorda l’etichetta del bagaglio in aeroporto, alle magliette si accompagna un foglio in cui si raccontano gli standard di ecosostenibilità e le certificazioni. Perchè stiamo pur sempre parlando di turismo e il turismo deve avere il suo ruolo in questo senso, volevo che fosse chiaro».

E l’idea è piaciuta agli agenti di viaggi, che le acquistano per sé ma anche per i propri clienti, per esempio per un gruppo in partenza in Sudafrica o come regalo ai futuri sposi. La gente la indossa e manda le foto in giro per il mondo. Dalle Hawaii all’Algeria, dagli Usa alla Polinesia, ha toccato i cinque Continenti. Nata per i viaggiatori, è diventata una t-shirt viaggiatrice.

Mariangela Traficante

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