Accompagnati dai fuochi d’artificio, dall’ensemble di musica diretto dal maestro egiziano Nader Abbassi e dai picchetti d’onore di 60 motociclette e 150 cavalli, i carri color oro hanno trasportato le mummie di 18 re e quattro regine: a guidare la parata Seqenenre Tao II, che regnò sull’Alto Egitto intorno al 1600 a.C. La parata (Golden Parade) è partita da piazza Tahrir, proseguendo lungo il Nilo fino alla sede del Nmec, National Museum of Egyptian Civilization, affacciato su Ain Al Sira, nel cuore della storica città di Fustat, vicino alla Fortezza di Babilonia. Questa infatti sarà d’ora in poi la loro sede permanente, al Museo Nazionale della Civiltà Egizia.
Il Nmec punta ad essere uno dei musei di archeologia più grandi e più importanti al mondo e il primo a comprendere l’intera civiltà egizia. La sua storia nasce da lontano, nel 1982, con il lancio di una campagna sostenuta anche dall’Unesco. Le prime fondamenta sono state poste nel 2002, e oggi vede finalmente la luce. Nelle sue sale i visitatori potranno scorrere davanti a reperti e manufatti che raccontano le diverse epoche chiave della civiltà egizia, da quella preistorica alla faraonica, passando per l’epoca greco-romana, copta, islamica, fino all’Egitto moderno.
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Aperta già al pubblico la Central Exhibition Hall, mentre il fiore all’occhiello della Royal Mummies Hall debutterà il 18 aprile, in concomitanza con il World Heritage Day. Qui, in un allestimento che farà rivivere le atmosfere della Valle dei Re, saranno ospitate le mummie reali che hanno sfilato per le vie del Cairo e che ora nei laboratori del Nmec vengono preparate per l’installazione nelle nuove teche. L’esposizione fornirà informazioni dettagliate sul contesto storico dei reali, insieme a scansioni TC e ad elaborate analisi del Dna.
Per promuovere l’apertura del nuovo museo, il Nmec offre uno sconto del 50% sui biglietti d’ingresso alla Central Exhibition Hall per tutti i visitatori dal 4 al 17 aprile.
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