Il paesino di 650 anime incastonato tra le valli delle Dolomiti è stato letteralmente preso d’assalto dal turismo mordi e fuggi – 1,6 milioni di turisti all’anno e 140mila pernottamenti – che affolla piccoli borghi o bellezze della natura in nome del selfie a tutti i costi.
Per “limitare i danni” ed evitare gravi conseguenze ambientali da sovraffollamento selvaggio, è scattato un piano di contenimento. L’idea è partita da tre imprenditori pusteresi, protagonisti di una serata organizzata dal Comune di Braies alla presenza del presidente della Giunta provinciale altoatesina Arno Kompatscher e del suo vice Daniel Alfreider, con l’obiettivo di costruire una struttura che impedisca l’arrivo con mezzi privati al pittoresco lago della Val di Braies, reso noto dalla serie Rai e dalle foto sul social Instagram.
Il progetto prevede una possibile stazione ferroviaria a Braies che permetterebbe di arrivare in treno al luogo del desiderio. Un servizio di bus a idrogeno farebbe il resto. Poi ci sarebbero una serie di infrastrutture come un centro visite all’ingresso della valle, un museo, una zona ricreativa sulle rive del rio Braies, il tutto già illustrato da attraenti rendering.
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